Il Tornatora

Il Tempo – Il ballo dei debuttanti

di Redazione

I brividi sulla pelle li sentiranno in tanti. Di sicuro sei, forse sette giallorossi che domenica pomeriggio per la prima volta scopriranno l’emozione-derby sul campo. Sarà una Roma nuova. Giovane, vogliosa, inesperta. Con oltre metà squadra al debutto assoluto: il portiere, tre difensori (se non tutti e quattro) e due centrocampisti. E in attacco, insieme al veterano Totti che di stracittadine ne ha giocate più di chiunque altro nella storia, Osvaldo salirà a tre presenze e Lamela appena alla seconda.

Dall’altra parte, invece, non dovrebbe esserci neanche un debuttante nella formazione iniziale. Un vantaggio per Zeman o Petkovic? Difficile stabilirlo. Ci sono casi e casi. Prendiamo quello di Florenzi. Romano, romanista, con una famiglia alle spalle che definire tifosa è poco. È il suo primo derby, come può stare? In questi giorni a Trigoria lo descrivono come il più carico. Ma non è detto che sia un bene sentire così tanto la partita: chiedere a De Rossi per conferma. E Florenzi l’avrà sicuramente fatto. Gli altri «novellini» arrivano invece da lontano. Balzaretti a parte, sono tutti stranieri. Certo, avranno seguito qualche sfida del passato in tv e sentono parlare di derby da quando sono arrivati in Italia. I compagni, poi, gli avranno spiegato qualcosa, ma la vera scarica d’adrenalina per loro arriverà arrivando allo stadio.

Chi più di tutti dovrà mantenere la concentrazione al massimo è Goicoechea: salvo sorprese dell’ultima ora, toccherà a lui difendere i pali. Stekelenburg avverte ancora dolore al tendine del polpaccio, negli ultimi due giorni si è allenato in campo ma solo su alcuni esercizi specifici, le chance di recupero sono vicine allo zero. L’uruguaiano, quindi, si tiene le chiavi della porta, per nulla spaventato di quello che sta per succedergli. Anzi: Goicoechea sa bene che domenica si gioca una grande possibilità e sta spingendo forte in allenamento. Zeman lo ha voluto, aspettato, promosso dopo una partita e mezza in cui lo ha visto all’opera contro Parma e Palermo. Ora lo vuole testare nella sfida più delicata: un’altra prestazione convincente potrebbe davvero sovvertire le gerarchie dei portieri. Un ruolo a parte, si sa. Davanti a Goicoechea si annuncia una linea difensiva tutta nuova, o quasi.

L’unico «vecchio» che spera di strappare un posto contro la Lazio è Burdisso: ieri Zeman lo ha provato in coppia con Marquinhos nella consueta partitella del giovedì, di solito indicativa per la formazione della domenica. I progressi di Nico e le incertezze tattiche di Castan, che ha discusso un paio di volte col boemo, potrebbero portare alla conferma della coppia vista all’opera con il Palermo. L’unico sicuro di giocare, incredibile ma vero, è il 18enne Marquinhos. Accompagnato da buone referenze e tanto scetticismo vista l’età, in pochi mesi ha stregato tutti dentro Trigoria e non solo. Zeman si fida di lui e non si farà problemi a spedirlo in campo dopodomani. A sinistra è pronto Balzaretti, lui alla ricerca della prima performance davvero convincente in giallorosso. Farà bene a sbrigarsi, perché Dodò scalpita. Sarà il primo derby anche per Piris, in crescita rispetto al’inizio balbettante ma ancora alla ricerca di consensi. Difesa nuova e centrocampo in continua evoluzione. Oltre alla certezza Florenzi, si giocano gli altri due posti De Rossi, Tachtsidis e Bradley. Con Pjanic fermo per affaticamento, ieri il boemo ha provato il trio De Rossi-Tachtsidis-Florenzi, salvo poi sostituire il greco con Bradley, spostando De Rossi al centro. «Capitan Futuro» sta bene, è guarito. Un’altra esclusione farebbe rumore ma Zeman vuole farlo giocare. Quindi la vera sfida è tra Tachtsidis (favorito) e Bradley. Il ballottaggio dei debuttanti.
Il Tempo – Alessandro Austini