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Azer…ati

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Corriere dello Sport (R.Maida) – Non vengono per una vacanza romana, perché la Champions League rappresenta una vetrina prestigiosa, ma di sicuro hanno poco da chiedere a questa trasferta. Per essere una partita da dentro/fuori, poteva capitare avversario peggiore alla Roma che ha vinto soltanto 3 delle ultime 20 partite in questa competizione: il Qarabag, la squadra che domina in patria senza avere una città dove esibirsi, è quarto e già aritmeticamente eliminato e partirà per l’Italia con quattro titolari fuori uso, tre dei quali sono difensori: lo squalificato Sadygov, espulso contro il Chelsea, e i due infortunati Agolli (l’esperto albanese della nazionale di Panucci si è procurato un problema muscolare sabato contro il Neftchi) e Huseynov.

FRECCE – In più l’allenatore Gurbanov ha perso per squalifica anche una delle armi offensive più pericolose: il velocissimo esterno brasiliano Pedro Henrique, quello con la maglia numero 10 che all’andata ha segnato il gol dell’1-2 sfruttando l’errore di Gonalons. Per provare a tenere in apprensione la Roma, il Qarabag dovrà affidarsi al centravanti sudafricano Ndlovu, uno dei migliori nel match di Baku (sfiorò il pareggio di testa nel finale), e il capocannoniere della squadra Madatov, 7 gol in stagione: secondo i media azeri sarebbe seguito proprio dalla Roma. Avreste dovuto vedere la faccia di Di Francesco, qualche settimana fa in conferenza stampa, quando il cronista di un giornale di Baku gli domandò un parere su questo ragazzo del ‘97 che è considerato il calciatore più promettente del calcio locale: si è già affacciato alla nazionale maggiore (3 presenze) e ha firmato il gol che ha garantito alla sua squadra la vittoria sul Copenaghen nell’andata del playoff poi valso il primo storico ingresso in Champions.

AGO – Eppure la Roma al Qarabag, sbarcato ieri pomeriggio a Fiumicino, deve molto in questo girone. Se non avesse grattato due punti nella doppia sfida con l’Atletico Madrid, oggi la classifica sarebbe completamente diversa e la corsa alla qualificazione molto più difficile. Soprattutto il pareggio del Wanda Metropolitano, costruito peraltro sul gol di uno spagnolo che si chiama Michel come un grande ex del Real, ha significato la svolta nella notte in cui Di Francesco travolgeva il Chelsea all’Olimpico: solo grazie a questi risultati, la sconfitta della Roma a Madrid può rivelarsi indolore.

ORGANIZZAZIONE – Meglio comunque affrontare con la massima concentrazione gli azeri, che in Italia hanno perso due volte su due (5-1 dalla Fiorentina, 2-0 dall’Inter di Juan Jesus) ma nel primo round hanno dimostrato una buona organizzazione di gioco. Due anni fa, sempre ai primi di dicembre, la Roma giocò malissimo contro una squadra di pari livello, il Bate Borisov, e fu costretta a ringraziare Szczesny che salvò la qualificazione e lo stringato 0-0 con una parata fenomenale a pochi minuti dalla fine. Si era all’epilogo del regno di Rudi Garcia, la Roma uscì tra i fischi surreali dell’Olimpico mentre lo speaker annunciava l’avvenuta promozione agli ottavi di finale. Dopo la partita Pallotta fece esplodere il suo malessere che di lì a poco avrebbe provocato il cambio di allenatore. Stavolta il problema dell’instabilità tecnica non esiste ma resta l’obiettivo di base, la qualificazione, che potrebbe arrivare anche perdendo o pareggiato. Ma nel dubbio, meglio non dare questa soddisfazione al Qarabag.