La Repubblica (R. Mercera) – Ha cercato di pulire le scarpe sporche del sangue dei suoi amici, feriti mentre lanciavano uno dietro l’altro petardi. Ma un alone su una delle due scarpe lo ha incastrato. È stato rintracciato ed arrestato ieri mattina il tifoso che ha lanciato il petardo e ha ferito Federico. È un sostenitore della Lazio, non fa parte degli Ultra, ma ha avuto in passato un Daspo per scontri contro la tifoseria fiorentina. Un precedente di 10 anni fa che, purtroppo, non gli ha vietato di entrare allo stadio mercoledì scorso. E mentre Federico si trova ancora in ospedale, al Policlinico Gemelli, e sta lottando contro la consapevolezza di rimanere sordo da un orecchio, la polizia ha bloccato l’uomo di 42 anni che gli ha cambiato la vita dalla tribuna Tevere e che adesso è a Regina Coeli in atteso del processo.

L’arresto è della Digos della questura di Roma, coordinata da Antonio Bocelli, e del commissariato Prati. Le indagini sono partite dalle immagi ni riprese all’interno dello stadio anche dai tifosi. Lo studio dei frame ha portato all’individuazione del laziale. Si vede l’uomo che alle 17,30 lancia dagli spalti quella che sembra una bomba carta. Lo scoppio è molto più di quello di un petardo. Federico cade sugli spalti immediatamente, sviene. Attorno a lui e ai suoi quattro amici c’è fumo e paura. Dall’altra parte dello stadio il tifoso laziale non sa quello che ha provocato, continua il su lancio. L’identificazione da parte degli investigatori è avvenuta grazie alla ricostruzione dei fatti dall’analisi delle immagini registrate dall’impianto di video sorveglianza in dotazione allo stadio Olimpico, con la regia del GOS. L’altro tifoso, amico di Federico e che lo ha subito soccorso, ha avuto recisa una parte del lobo. Il questore ha già avviato l’istruttoria per un nuovo Daspo. Mentre proseguono le indagini per individuare gli altri violenti.