Corriere dello Sport – L’allenatore dei sogni: perfetto

Nessuno sa, nessuno può sapere se Zdenek Zeman funzionerà. Nessuno sa, nessuno può sapere se la sua Roma volerà. Quello che sappiamo con certezza, fin da ora, è che i giallorossi si sono finalmente messi nelle mani dell’allenatore giusto: l’allenatore per sognare.
Di Zeman ci è sempre piaciuto quasi tutto: il sistema di gioco offensivo, assolutamente unico; la filosofia che lo ispira, «cerco di segnare più dell’altro e non di subire meno»; ovviamente l’uomo, che pensa molto e bene e dice tanto di quello che pensa, anche se è scomodo anzi scomodissimo. E ci piace anche che sia riuscito a riemergere dall’insopportabile ostracismo al quale l’ha costretto il nostro calcio solo perché ha raccontato verità che hanno inguaiato potenti e prepotenti. Ci piaceva molto meno il suo modo di difendere, così sfrontato da apparire a volte suicida. L’ultimo Pescara che s’è inventato, però, è stato diverso: linea arretrata più bassa, maggiore attenzione in copertura, pochi gol incassati. Ha guadagnato dietro, senza perdere efficacia e spettacolarità in avanti. Perfetto.
Qualche settimana fa, estasiati dall’ennesimo show del Pescara, ci siamo chiesti come mai i grandi club non affidassero la squadra all’allenatore più divertente che ci sia. Ci sembrava un atto dovuto, perché i tifosi meritano rispetto e nessuno rispetta i tifosi più di questo allenatore venuto da Praga tanti anni fa. La Roma l’ha pensata come noi, ha rotto gli indugi, s’è tuffata in un’avventura meravigliosa. Fa venire i brividi soltanto immaginare un tridente in stile-Zeman che abbia due ragazzi di talento sulle fasce e Totti al centro: una goduria.
Evviva Zeman, dunque. E brava la Roma che se l’è preso, avendo capito che la novità non deve essere per forza giovane e straniera, ma anche (quasi) anziana e (quasi) italiana. Con l’uomo dei sogni, tutto è consentito. Soprattutto sognare.
Corriere dello Sport – Roberto Maida 

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