Il Tornatora

Il Tempo – Cura Zeman

di Redazione

E al settimo giorno Zeman ordinò:«Tutti sui gradoni»L’esercizio-simbolo del maestro boemo chiude una settimana che i giocatori della Roma difficilmente dimenticheranno. Su e giù per gli scalini della tribunetta di Riscone, prima saltando su due gambe poi su una, tra sorrisi e battute per non pensare alla fatica. I tifosi si sono spostati in gruppo per seguire da vicino la truppa, Zeman ha osservato da lontano, concentrato a tal punto da diventare scorbutico con chi ha osato chiedergli un autografo in un momento così sacro: «Faccio tutto dopo».
E così è stato. Ma prima i gradoni, il sudore, allenamenti che il tecnico considera basilari per impostare una stagione positiva. Il bilancio della prima settimana di lavoro tra le montagne è positivo. Non esaltante, perché qui ci sono ancora troppi giocatori di passaggio e almeno 5-6 acquisti mancano all’appello, ma questa Roma si è messa sull’attenti e sembra seguire il comandante senza fiatare. Durante gli allenamenti si corre molto e si parla poco. E il pallone è comparso da pochi giorni per esercitarsi sulle sovrapposizioni. Non è un campo militare ma la fatica è davvero tanto. Specie per chi, come Bojan e Josè Angel, non sapeva neppure cosa fosse il «fondo».
Gli spagnoli arrancano, soprattutto il terzino, i giocatori più usurati li seguono a ruota con la linga di fuori. Juan è stato costretto a fermarsi più volte e ieri era esentato dai gradoni insieme a Dodò (poi rientrato in gruppo) e Greco. C’è anche gente fuori dal progetto come Borriello che non trova dentro di sé gli stimoli per dare tutto e si ritrova ai margini. Il lato positivo del ritiro ha le facce dei giovani e non solo. Dai tempi impressionanti di Lamela nei test sul fondo, alla voglia di spaccare il mondo di Nico Lopez, Florenzi e Romagnoli ai progressi di Dodò fino all’esemplare impegno di Totti e Burdisso. Segnali confortanti anche da Osvaldo e Pjanic, nuovi punti fermi di una squadra alla ricerca di un’identità definitiva. Aspettando i regali dal mercato, a Zeman non mancano gli spunti per pensare positivo. Magari non al sogno scudetto lanciato da Bojan, ma almeno a un campionato da protagonisti.
L’impegno c’è, le forze un po’ meno. I giocatori arrivano in albergo dopo i due allenamenti giornalieri (oltre 4 ore totali) stremati. Si dorme presto, persino una partita alla playstation o a carte diventa un inutile dispendio di energie. Il sollievo si cerca con il gelato concesso la sera in una dieta molto rigida (persino il caffè è concesso solo da due giorni) o nella vasca idromassaggio presente anche al campo. A dare la buonanotte a tutti ci pensa Osvaldo su Twitter. Ieri Zeman ha concesso la prima mezza giornata libera. Alcuni, come Totti, Pjanic e Rosi ne hanno approfittato per una trasferta-lampo a Innsbruck, quasi tutti gli altri sono andati a spasso per Brunico tra negozi e gelaterie, Dodò ha seguito l’inseparabile guida Taddei tra le vie della cittadina. Zeman ne ha approfittato per un’altra partita a golf, lo staff è salito sulle cime de Plan de Corones dove Andreazzoli si è cimentato in una lunga escursione in bicicletta. La domanda-chiave è: quanto durerà il feeling tra il gruppo e un allenatore così esigente? Si torna sempre lì. Vincere aiuterà a correre. E viceversa.

Il Tempo – Alessandro Austini