Zaniolo: “A Di Francesco devo tanto. Totti mi dà consigli su come allenarmi e comportarmi”

di Redazione

Nicolò Zaniolo, centrocampista della Roma e della Nazionale italiana, ha parlato durante il corso della trasmissione “La Domenica Sportiva” su Rai Sport. Queste le sue parole:

Quali sono state le sensazioni dell’esordio in Nazionale?
L’esordio è stata una grande emozione, un altro sogno che ho realizzato quest’anno, ma so benissimo che devo restare con i piedi per terra. Al debutto in azzurro mi ha chiamato Balzaretti per i complimenti.

Qual era il tuo rapporto con Di Francesco?
A Di Francesco devo tanto, perché insieme a Mancini è stato il primo a credere in me. Mi ha spiegato come comportarmi fuori dal campo. Sa come rapportarsi con le persone. Mi è dispiaciuto che sia andato via, è un discorso personale perché lo ritengo bravissimo. Ora c’è Ranieri: dovrò dare il massimo per lui. Ha esperienza, sa come ci si deve comportare a Roma e poi è uno che ha vinto in carriera.

Come vivi la piazza romana?
Si vive la Roma 24 ore al giorno. Hai sempre la gente vicino e io chiedo loro di sostenerci quando li incontro. Questa vicinanza la senti.

Come hai affrontato i momenti di difficoltà?
Ho continuato a lavorare, non mi sono mai fermato neppure nei momenti negativi. Ho sempre creduto in me stesso. Mi hanno dato forza mio padre, mia madre e mia sorella più piccola. Mamma si è messa a piangere quando ho esordito in azzurro, ma anche papà si è commosso.

Che cosa ne pensi della nuova Italia di Mancini?
Sta facendo vedere che punta molto su noi giovani. Ha ragione quando dice che la vittoria contro la Finlandia non era scontata perché è una squadra tosta e ci ha creato delle difficoltà.

Che tipo di rapporto hai con Kean?
Kean è il mio compagno di stanza. Ci siamo fatti una foto insieme sui social, ma non c’è niente dietro. Non ci sono riferimenti al mercato o alla Juve, siamo solo amici. Ci conosciamo dall’Under 19. Stiamo bene insieme perché siamo simili e ci piace scherzare. Non ero sicuro partisse bene, ma ci speravo e gli ho detto che avrebbe segnato. Sono contento che ci sia riuscito.

E con Totti?
Il 10 ottobre 1998 Francesco esordì in azzurro a Udine, proprio come me. Lui mi dà consigli, su come allenarmi, come giocare e come comportarmi. Si vede che è un campione anche fuori dal campo. Mi ripete spesso di restare con i piedi per terra e mi dice che ad arrivare ci vuole un attimo, ma per restare a un certo livello è durissima.

I momenti più emozionanti?
La prima partita in Champions contro il Sassuolo e il primo gol in A con il Sassuolo Non capivo più niente.
Il rapporto con tua madre?
È molto forte, lei è sensibile e ogni volta che faccio qualcosa di bello piange, come a Udine. Io sono geloso come tutti i figli: non è che siamo severi l’uno con l’altra, ci vogliamo bene e basta. Ho un bel rapporto anche con papà, ma io sto sempre con lei, che mi accompagna sempre a Trigoria perché non ho la patente.
Hai molti tatuaggi… 
Il più importante è quello che ho sulla coscia ed è dedicato alla mia mamma. C’è scritto “Nella mia esistenza sei l’essenza”.