Zalewski: “Felicissimo di aver contribuito alla vittoria con United e Crotone. Europa League condizionata dagli infortuni”

Nicola Zalewski, calciatore della Roma, si è raccontato in una lunga intervista a grandhotelcalciomercato.com dopo l’esordio in Europa League contro il Manchester United e in Serie A contro il Crotone. Queste le sue parole:

“Non è che me lo aspettavo, ma ci speravo. L’andata contro il Manchester era stata condizionata dagli infortuni e da un risultato, purtroppo, molto pesante. E sul 2-2 al ritorno, con la qualificazione ormai molto lontana, ecco, lì ho sperato che il mister mi chiamasse per entrare. Il gol? Purtroppo non me lo hanno assegnato, ma sono stato felicissimo di aver contribuito alla vittoria sia contro lo United che contro il Crotone”.

Chi ti ha scelto?

Uno è sicuramente Bruno Conti che mi ha scelto. E’ lui che mi ha portato a Trigoria da bambino facendomi realizzare il sogno che avevo fin da piccolo. L’altro è mister Fonseca che questo sogno me lo sta facendo vivere ogni giorno. Mettermi in campo in una semifinale di Europa League non è semplice e non capita tutti i giorni. Ma mi ha dato fiducia e sa che posso fare bene e crede in me. Il salto in Prima Squadra è grande, ma ogni ragazzo della Primavera viene trattato come un calciatore vero. La Roma fin da piccolo ti insegna ad avere determinati comportamenti. Personalmente non c’è stato un momento in cui mi sono sentito più calciatore che ragazzo delle giovanili. Ovviamente l’esordio porta emozioni particolari ma la testa, l’attitudine cambia da quando entri a Trigoria. La Roma negli ultimi mesi, con me e con tutti i miei compagni ha curato molto la nostra crescita mettendoci a disposizione tantissime professionalità. Preparatori atletici che si dedicano solo a noi, un nutrizionista che controlla la nostra alimentazione, anche un tutor che ci spiega come utilizzare al meglio la comunicazione personale attraverso i social network.

E il cammino parte da lontano…

Dalla casa di Poli praticamente affacciata sul campo di calcio. Andrea Bernardini, a lui devo tanto. Il giorno del provino con la Roma venne in motorino da Zagarolo a Trigoria solo per vedere l’allenamento. Era in tribuna insieme a papà e al padre di Calafiori. Io e Riccardo siamo entrati insieme nella Roma. Con il mister ci sentiamo tuttora, tra noi è rimasto un ottimo rapporto.

Su Pellegrini…

Lorenzo lo conosco bene da tre anni, avendo la stessa agenzia che ci segue (la GP Soccer and Management, ndr). È quello con cui ho il rapporto più stretto, è il capitano della squadra. Lo stimo sotto tutti i punti di vista.

E su José Mourinho…

Attualmente non ci pensiamo, vogliamo finire al meglio questa stagione. Abbiamo partite importanti come il derby. È un discorso futuro che affronteremo dalla fine di questo campionato, soprattutto per rispetto di Paulo Fonseca. Mourinho è un grande allenatore che si è guadagnato il rispetto di tutto il mondo del calcio. Se mi immagino allenato da lui la prossima stagione? Beh, lo spero.

Rinnovo?

Novembre è stato un mese strano. Con emozioni contrastanti nel giro di pochi giorni. Prima la brutta notizia della positività al Covid, subito dopo quella bellissima del rinnovo di contratto.

Sulla Polonia…

La prima convocazione è arrivata dalla loro. Poi è arrivato anche l’interessamento dell’Italia. Ma per adesso io vorrei arrivare fino in fondo al mio percorso con la Nazionale polacca perché fin da piccolo hanno mostrato fiducia in me. È un grande orgoglio per me rappresentare il mio Paese ed è anche un modo per ringraziare i miei genitori per tutto quello che mi hanno dato.

Futuro in azzurro?

In questo momento non cambierei, poi vediamo. Ma comunque la scelta principale sarebbe per la Polonia.

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