
Corriere dello Sport (R.Maida) – Non ci sono soltanto tre italiani, più di quanti Spalletti ne schiererà tra andata e ritorno, sulla strada della Roma: dietro a Sansone, Soriano e Bonera, che avranno raccontato qualcosa dell’avversario al proprio allenatore, si annida anche un ex romanista. Si tratta del terzino sinistro Josè Angel, già pupillo di Luis Enrique, fallimentare come il mentore nella breve avventura italiana. Nella stagione 2011/12, dopo essere stato comprato per 5 milioni, ha giocato 28 volte in Serie A con la Roma. Poi è passato con alterne fortune tra Real Sociedad e Porto e dalla scorsa estate, a 27 anni, è finito in prestito al Villarreal, dove viene utilizzato con continuità proprio in Europa League.
LA SFIDA – Se dovesse giocare anche stasera, da quella parte, troverebbe probabilmente Mohamed Salah, a cui Spalletti ha risparmiato gli ultimi minuti della partita di Crotone proprio per averlo fresco al Madrigal. Finora, in Europa, Salah ha giocato solo 165 minuti spalmati in tre presenze (un gol) ma in questo caso, nella logica del turnover limitato svelata dal suo allenatore, dovrebbe essere ancora preferito a Perotti come spalla di Nainggolan sulla linea dei trequartisti.
DUE NOVITA’ – Salvo ripensamenti dell’ultim’ora, dovuti a necessità di natura fisica, saranno soltanto due i cambi rispetto a domenica scorsa: De Rossi a centrocampo al posto di Paredes e Alisson, il portiere di coppa, al posto di Szczesny. Il resto della formazione dovrebbe essere confermato.
RIFINITURA – La squadra ha testato il campo dello Stadio della Ceramica intorno alle 18.30, quando un vento freddo è calato su Villarreal. E’ tornato sorridente e attivo Totti, che a Crotone non era stato convocato. All’allenamento di rifinitura hanno assistito i tre principali dirigenti della Roma: l’amministratore delegato Gandini, il direttore generale Baldissoni e il direttore sportivo Massara. A Trigoria, pur rispettando il Villarreal, sentono che questa possa essere la volta buona in Europa, calcolando i possibili introiti che deriverebbero da un percorso virtuoso nel torneo ma anche il ritorno di immagine per il club che non raggiunge i quarti di finale di una competizione internazionale da addirittura 9 anni: anche allora in panchina c’era Luciano Spalletti.