Il Tornatora

Veretout: “Roma da Champions. Non vedo l’ora di giocare il derby e cantare l’inno”

di Redazione

Jordan Veretout, centrocampista passato dalla Fiorentina alla Roma in questa sessione di mercato, ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport. Queste alcune delle sue parole:

“Non vedevo l’ora di tornare. Ho dovuto fare una riatletizzazione, ma ora sono pronto per giocare. Devo lavorare ancora un po’ per mettermi al pari con gli altri. Ma la caviglia sta bene, non fa più male, sto per riprendere il ritmo

Fonseca è a caccia di un regista. Se la sente di assumersi questa responsabilità?
In questi primi allenamenti sto giocando basso, mi piace. Ma posso essere anche l’altro mediano, quello un po’ più alto. Non è un problema, l’importante è l’equilibrio.

Ci racconta la telefonata con Fonseca?
Mi ha detto che aveva già visto molte mie partite, che gli piaceva come giocavo e che mi voleva con lui. Mi ha spiegato il suo calcio. È stato fondamentale, se sono qui è anche perché lui mi ha convinto e mi ha fatto sentire la sua fiducia. È stato divertente, a casa quel giorno c’era il compagno di mia cognata che è portoghese. Ha fatto lui da traduttore…

Lei è uno specialista sui calci piazzati. È pronto a sfidare Kolarov?
Se c’è bisogno posso dare una mano, ma non è la priorità, non è il mio obiettivo. Ciò che conta è fare una grande stagione, giocando un bel calcio. E poi ritrovare subito la Champions. Conta questo. Sono due anni fa la Roma ha giocato la semifinale e aveva adesso gli occhi di tutto il mondo. Quando sono venuto all’Olimpico sono rimasto sempre impressionato dallo stadio, dalla passione, dal tifo. Rispetto a Firenze è tutto amplificato, per alcuni versi mi ha messo i brividi addosso.

Tra dieci giorni c’è il derby, lei con la Fiorentina ha segnato una tripletta con la Lazio.
So quanto vale come partita, sarebbe bello fare subito altri tre gol. Appena arrivato in tanti mi hanno fatto capire che devo fare una partita della madonna (letterale, ndr) e che bisogna vincere. Ma prima c’è il Genoa, ci servono i tre punti. Per iniziare bene e avere più fiducia. Poi, vittoria chiama vittoria.

Contro il Real Madrid era in tribuna. Sensazioni?
Ho sentito l’inno e i cori dei tifosi. Emozionante, prometto che li imparerò presto.

Quando ha firmato chi le ha mandato un messaggio?
Florenzi, per darmi il benvenuto. È un bravo ragazzo, positivo, ride sempre. Come Kolarov, anche se non ci credete molto.

A Roma si può provare a vincere subito?
Dobbiamo giocarcela su tutti i fronti. La Coppa Italia, ad esempio, è la strada più corta, ma ho l’impressione che anche le avversarie di Europa League non saranno tanto contente di affrontarci…