Valentini a PR: “Eliminazione duro colpo per tutto il sistema. FIGC? Riforme bluff. Ventura? L’hanno lasciato solo”

Pagine Romaniste (G.Conflitti) – L’ex direttore generale della FIGC, Antonello Valentini, è stato intervistato dalla nostra redazione il giorno dopo l’eliminazione dell’Italia dal playoff per i mondiali ad opera della Svezia. Queste le sue dichiarazioni a Pagine Romaniste.

Cosa sarebbe successo se ai tempi in cui faceva parte della Figc l’Italia non avesse partecipato al Mondiale?
Sarebbe successo quello che è accaduto per il mancato superamento del primo turno, ma con la qualificazione in tasca, ovvero con il commissario tecnico Prandelli e Abete dimessi mezz’ora dopo l’eliminazione contro l’Uruguay in Brasile. Figuriamoci se non fossimo andati. E’ un contraccolpo molto pesante per tutto il sistema sportivo italiano, non solo per il calcio ma anche in parte per l’economia del Paese. Non è paragonabile all’eliminazione del ’58, quando fu una cosa grave ma in un contesto completamente diverso, adesso un mondiale senza l’Italia è un grande problema per l’economia dello sport italiano. Con questa eliminazione non saremo fuori soltanto dai mondiali, ma per i prossimi dieci mesi lo saremo dal contesto del calcio che conta, perché la prossima partita ufficiale ci sarà a settembre 2018 quando cominceranno le qualificazioni per gli Europei. Per dieci mesi perdiamo completamente qualsiasi ribalta internazionale, diventiamo un Paese di riserva.

Il calcio italiano è finito ieri sera?
No, il calcio italiano non finirà mai perché ha una sua forza intrinseca. Non è finito ma deve ripartire su basi nuove anche sul piano delle riforme, di cui si parla tanto ma che non si riescono a fare, e del rilancio dei vivai. Il progetto dei centri federali aperti un giorno a settimana non c’entra niente con il modello tedesco, è completamente diverso. Questo bluff del progetto centri federali per rilanciare i vivai serve ad altre finalità. Bisognerà mettersi a tavolino con i presidenti delle leghe e i presidenti dei club, perché in altri Paesi le squadre investono il 10% del loro fatturato sui vivai. Qui non è così, si investe poco e si vanno a cercare all’estero mezze cartucce. Abbiamo vivai e squadre Primavera piene di giocatori provenienti dall’estero. L’esempio estremo: il Palermo in Serie B gioca con due italiani.

Avrebbe scelto Ventura per il dopo Conte? Chi potrebbe essere il sostituto ideale per far ripartire la nazionale?
La Federazione aveva ipotizzato una soluzione che secondo me sarebbe andata molto bene, ossia il duo Lippi-Ventura. Lippi avrebbe dato una copertura maggiore a Ventura, che a livello di esperienza internazionale ne aveva e ne ha pochissima. La Federazione si è poi dimenticata di aver scritto lei stessa una norma che impediva a Lippi di fare il general manager della nazionale ed è dovuta tornare indietro. Ventura è un buon allenatore ma è stato lasciato troppo solo in un ambiente che conosceva poco e un contesto internazionale che conosceva ancora meno. Si è calato male nel ruolo di commissario tecnico e anche questo ha contribuito al fallimento.

Malagò ha dichiarato che al posto di Tavecchio si sarebbe dimesso…
Allo stato dei fatti, il presidente del Coni non ha la titolarità e il potere di commissariare la Federazione dal punto di vista regolamentare. Malagò, insieme a Lotti, Renzi, Veltroni e altri sta facendo un’opera di moral suasion, esprimendo il suo parere. Le dimissioni sono una decisione relativa alla coscienza e alle scelte individuali delle persone.

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