Il Messaggero (M.Ferretti)Uno strambo torneo a tre, con in palio due posti nella Champions del prossimo anno. Con la Roma impegnata a battagliare con Lazio e Inter per non tagliare da quinta il traguardo di maggio. Novità, sorpassi e controsorpassi praticamente ad ogni turno di campionato: prima del fischio d’avvio di Massa, ad esempio, Lazio appena battuta dalla Juventus all’Olimpico con il gol di Dybala in pienissimo recupero, quindi, avanti ancora di due punti, ma ovviamente con una gara in più. E Inter in attesa di giocare, stasera, il derby contro il Milan. Per la Roma, insomma, l’opportunità, molto complicata, di scavalcare o almeno di avvicinarsi alla squadra di Simone Inzaghi. Tanto? Troppo? Sulla carta no. Solo che la balbettante Roma delle ultime uscite era chiamata a fare i conti con la capolista Napoli. E da qui la difficoltà del compito. Da una parte le ipotesi e dall’altra la realtà, in parole povere.

UNDICI UOMINI, UN GOL – Meno di sei minuti di gioco e Napoli già in vantaggio. Roba da non crederci. Solo che dopo meno di sessanta secondi dalla rete di Insigne, ecco il gol del pareggio di Cengiz Under, con deviazione pirotecnica dell’ex Mario Rui. Un’altra roba da non crederci. E, prima della mezzora, gol di Dzeko, con tutti e gli undici giocatori di Eusebio Di Francesco impegnati nell’azione vincente. Tutto vero? Sì, tutto vero. Ma cosa succede al San Paolo? Napoli sistematicamente padrone del pallone, Roma rintanata dietro e pronta a partire per andare a dar fastidio a Reina e alle sue sentinelle. Morale della favola, Roma in vantaggio al fischio d’intervallo. Occhiata veloce alla classifica parziale: giallorossi al terzo posto, un punto davanti alla Lazio. Ma con un secondo tempo intero da giocare. E, nelle menti dei tifosi, un interrogativo da brividi: riuscirà la Roma a non crollare, come le è capitato molto spesso, nella seconda frazione di gara? Tutti di nuovo in campo, allora. Poi Dzeko segna anche la terza rete della Roma e Perotti firma la quarta. Tutto ancora vero? Sì, tutto ancora vero. E il solito crollo? Macchè. Anzi, un crescendo fatto di tante piccole, belle cose, sia sotto l’aspetto tecnico-tattico che mentale. Massa fischia la fine e non c’è neppure bisogno di dare un’altra occhiata alla classifica: Roma al terzo posto, aspettando il derby di Milano. Siate sinceri, quanti di voi lo avevano ipotizzato? Forse in pochi, cioè tutti quelli che avevano dimenticato che la Roma è Magica. E pure un po’ pazza.