LA REPUBBLICA (Niccolò Maurelli) – Il mercato non è magico, proprio come la Roma di Udine, affondata 1-0 sotto al colpo di fortuna di Ekkelenkamp. Non bastano quattro ingressi dalle trattative invernali per archiviare il solito malanno di stagione. La squadra di Gasperini sbatte contro il problema di sempre: dei gol non c’è traccia. E poi è inoffensiva, dall’inizio alla fine. Malen è isolato, abbandonato da chi dovrebbe garantirgli supporto. Sua, peraltro, la deviazione letale per Svilar che rende imprendibile la punizione di Ekkelenkamp.

I pochi spunti offensivi sono innocui e confusionari: nel primo tempo Malen si intromette quando non deve, levando a Pellegrini la possibilità di calciare sicuro verso la porta. L’ex Aston Villa ci riprova – più convinto – nell’ultima frazione di gara, ma non basta. E ancora gli abbagli di Soulé, fuori giri e a corto di invenzioni.

Dietro a un reparto che non funziona ce ne sono due in fase calante: al centro pesa l’assenza di Koné. Nelle retrovie anche il nucleo più solido – Mancini, N’Dicka, Hermoso – mostra le crepe. Il fallo di mano ingenuo di N’Dicka (dopo sette minuti) è il riflesso della sicurezza perduta. Come pure il fallo di Mancini su Davis, all’origine della punizione decisiva. Non impeccabile neanche Svilar tra i pali. E quando sbaglia il primo della classe, vuol dire che qualcosa non va.

Gasperini vuole intervenire subito, fare ambientare rapidamente i nuovi, su tutti Zaragoza. Il talento spagnolo dovrà inventarsi qualcosa per sbloccare il potenziale inespresso di un attacco soporifero. Da lì passa il treno per la Champions, che ora la Roma vede allontanarsi: la Juventus, quarta, è due punti sopra. Dal campo al bilancio, la società capitolina fa i conti anche con l’Uefa: rispettato il target finanziario per la stagione 2024/25 a fronte del pagamento di una sanzione di circa 4,2 milioni di euro.