Troppi crack: effetto Covid

Corriere dello Sport (A.Santoni) – C’è un prima e dopo lockdown. Vale per tutto, anche nel calcio. Da giugno in poi in Serie A ci si infortuna di più, molto di più. In partita e in allenamento, anche in modo grave. Una curva impennatasi nei 41 giorni delle 12 giornate che hanno chiuso la scorsa stagione. Uno tsunami le cui conseguenze ancora non sono chiare fino in fondo ma che sta provocando problemi molto seri. Tra questi c’è l’aspetto strettamente sportivo, con giocatori evidentemente stressati dalla compressione degli appuntamenti agonistici, dall’accumulo degli impegni e della fatica fisica e mentale.

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Dopo il lockdown si sono giocate 41 partite ed è stato preso in esame questo arco di tempo comparandolo con quello analogo di inizio stagione 19/20 e quello 20/21. Incrociando i dati si è avuto un aumento di infortuni in termini assoluti del 50% in allenamento con una meda di 4,6 contro l’1,41. Giocando il doppio rispetto all’anno precedenti il numento è aumentato del 142%. Da sottolineare in questo quadro l’accelerazione nel ritorno in campo, con i giorni passati da 44,6 a 23,1. Si nota anche un incremento degli infortuni in partita, di un incidente ogni due post lockdown. Il 50% dei problemi sono stati gravi, ovvero con una prognosi oltre i 28 giorni.

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