Totti: “Se mi chiedessero di tornare alla Roma mi metterebbero in difficoltà, ma direi di no per rispetto della mia decisione”

di Redazione

Francesco Totti, ex dirigente della Roma, è stato intervistato da Radio Radio ed è tornato a parlare della squadra giallorossa. Queste le sue parole:

Come sei legato a Lippi?
I ricordi, levato quell’infortunio, sono tutti positivi. Oltre ad aver conosciuto un grande allenatore, ho conosciuto un uomo spettacolare, un padre. Mi ha coccolato in tutto e per tutto. Ha cercato in tutte le maniere di darmi forza e voglia di poter disputare quel Mondiale. Con quel piccolo incontro a Villa Stuart ha fatto sì che scattasse qualcosa nella mia testa. Nei venti giorni di Coverciano mi prendeva da parte e c’era una sintonia diversa rispetto altri allenatori. Vincere il la coppa del mondo è il coronamento di un sogno, ma la vittoria più bella è stata il rapporto umano che si è creato con il mister Lippi.

Lippi è contato più di Spalletti quindi?
Diciamo che sono due allenatori diversi e hanno due pensieri diversi. Rispettabili entrambi.

Chi ha vinto a carte prima della finale dei mondiali tra te e Gattuso?
Alla fine alle sei di mattina è finita in pareggio.

Come hai fatto a integrarti con Lippi essendo un simbolo della Juve e tu della Roma?
Noi eravamo in Nazionale e pensavamo solo a quello. Non c’era spazio per Roma, Juve o Inter. L’unione era la nostra forza e l’obiettivo era portare gli azzurri il più lontano possibile La determinazione che mettevamo in ogni allenamento ci ha portato sul tetto del mondo.

Con Lippi la Roma avrebbe vinto di più?
Quando alleni una grande squadra significa che c’è un grande allenatore. Quando hai i campioni per il tecnico è tutto più facile, bisogna solo gestire i giocatori e in questo era il bravissimo. Per me non è venuto perché non c’era la squadra per vincere (ride, ndr). Certo ci avrebbe dato qualcosa in più.

Come procede l’attività da procuratore che stai cercando di mettere su?
Io sto iniziando questo nuovo percorso, ma è ancora tutto da definire. Potrei far crescere giovani italiani e stranieri il più possibile. Vorrei fargli capire la realtà calcistica. Dopo 30 anni di esperienza credo di poterlo fare. E’ un lavoro di scouting soprattutto sui giovani. E’ una cosa che sto pensando di fare, ma è ancora tutto in divenire.

Come va con Zaniolo tuo inquilino?
Ora faccio questa battuta: in quella casa dove sono stato per 15 anni ci ho messo Alisson che è diventato il più forte del mondo e poi Zaniolo. Ora sarà una casualità, però….

E se Zaniolo andasse in Premier?
Sarà una decisione della società.

Vedi in Cristian buone potenzialità?
La cosa che mi piace di più è che un appassionato di calcio. Poi starà a lui far vedere se avrà qualità o meno. Lui è un buono in tutto e per tutto e non lo dico perché è mio figlio. Io rispetto a lui ero più paracelo.

In questi giorni si parla di Friedkin come nuovo proprietario della Roma: se la prendesse lui torneresti in giallorosso?
Devo rispondere? Io ho un carattere abbastanza forte e permaloso. Quando prendo un percorso lo porto a termine in tutto e per tutto. Se mi venissero a chiedere se potessi tornare alla Roma mi metterebbero in difficoltà, ma direi di no per rispetto della mia decisione. Voglio fare una nuova esperienza. Spero che quest’altro americano possa venire, ma quando ci metti le mani dentro capisci la realtà di Roma. Spero che i tifosi della Roma, me compreso, possano tornare ad alti livelli con un presidente che possa mettere tanti di quei soldi che possa vincere tutto a partire dalla Champions League. Nulla da togliere a Pallotta perché ognuno ha i suoi movimenti e pensieri. In questo momento vado nella mia direzione.

Ti dispiacerebbe vedere Zaniolo con la 10? La meriterebbe?
Io per il bene di Zaniolo smetterei di fare i paragoni con me. Se continuerà così, e spero che lo faccia, meriterà tutto quello che il calcio può riservare. Cerchiamo di lasciarlo crescere, è ancora giovane. Ha capito la mentalità romana, e spero che possa rimanere a Roma il più possibile anche se penso non sarà così