Corriere dello Sport (G.D’Ubaldo) – Totti ci mette la faccia. Tutti si chiedono: qual è il suo ruolo di dirigente? E in questi giorni il Capitano è uscito allo scoperto. In questo periodo delicato la società gli ha chiesto di stare più vicino a Di Francesco. Per questo domenica ha parlato prima della partita contro il Milan, esprimendo la linea societaria. Era la prima volta. Per lo stesso motivo ha fatto quelle dichiarazioni a Montecarlo, concordate con Monchi, a sostegno dell’allenatore. Francesco in questi giorni parla spesso anche con gli ex compagni per capire l’umore dello spogliatoio. Lo ha fatto dopo il Milan, lo rifarà prima della partita contro il Napoli. Nessuno meglio di lui può capire come stanno le cose, se i giocatori sono disposti a sacrificarsi per l’allenatore.
PIÙ VICINO – Totti si confronta con Di Francesco anche su temi tattici. Ed è convinto come Eusebio che il 4-3-3 sia il modulo migliore. Gli piaceva anche quando giocava e Zeman con quella disposizione in campo lo faceva partire esterno a sinistra. Il Capitano ha scelto di schierarsi con l’allenatore e non lo ha fatto solo per essere in linea con la società. Nutre una stima profonda nei confronti del tecnico e da quando sono stati compagni di squadra hanno sempre mantenuto buoni rapporti. Se Di Francesco fosse arrivato prima della decisione ufficiale dell’addio di Totti, forse la fine della sua carriera sarebbe stata diversa. Senza troppi veleni come è successo con Spalletti. Francesco è sempre molto vicino alla squadra. Viaggia con i giocatori in occasione delle trasferte, frequenta lo spogliatoio, è amico di alcuni suoi ex compagni, in particolare De Rossi, Nainggolan e Dzeko. Si coccola Schick, al quale telefonò in estate per togliergli tutti i dubbi quando doveva venire alla Roma. Al giovane ceco dà anche consigli sui movimenti da eseguire in campo. Suggerimenti su come superare i difensori avversari.
FIDUCIA – Francesco Totti crede come tutti gli altri dirigenti nel lavoro di Eusebio Di Francesco, che sarà sostenuto fino alla fine della stagione nonostante il momento difficile che sta attraversando la squadra, piombata nuovamente al quinto posto in classifica dopo aver assaporato per la prima volta la scorsa settimana l’ebbrezza del terzo posto. Di Di Francesco gli piace l’approccio con i giocatori, l’importanza che dà al gruppo, la ricerca di compattezza. Apprezza che sia aperto al dialogo e che non abbia peli sulla lingua. È tosto, è un abruzzese. Dice quello che pensa. Come fa Totti, che in una delle ultime interviste ha creato qualche imbarazzo agli altri dirigenti quando ha dichiarato che vorrebbe avere il budget per acquistare per la Roma i migliori campioni. Ma il futuro è lontano, ora conta il presente. Totti starà vicino a Di Francesco, a cominciare dalle prossime tre partite, che sono decisive, sia per la Champions League attuale che per il piazzamento per partecipare alla coppa più importante in vista della prossima stagione. E’ il periodo più delicato da quando Di Francesco siede sulla panchina della Roma, ma Totti, come Monchi, è convinto che l’allenatore abruzzese ne verrà fuori.