Il Tornatora

La Roma punta al record, anche senza Totti

di Redazione

Totti Roma-Catania PR

Prove di Roma senza Totti. A Udine, in cerca di un successo che consentirebbe di eguagliare lo storico record di 9 vittorie su 9 gare di campionato stabilito nel 2005 dalla Juve di Capello e Ibrahimovic, Rudi Garcia deve sciogliere il dubbio sulla sostituzione del capitano. Alla prima senza Totti, sul tavolo dell’ufficio del tecnico, prima della partenza per il Friuli, c’erano ancora tante soluzioni. Due, in questo momento, quelle più “calde”: la scontata promozione a titolare di Borriello, l’unico oltre al capitano ad aver ricoperto quel ruolo dall’inizio della stagione. Ma anche l’avanzamento di Miralem Pjanic nel ruolo di “falso nove”. Più difficile fare a meno di Ljajic: senza Gervinho, costretto ad arrendersi nonostante il tentativo di recupero, il serbo è destinato a tornare protagonista dall’inizio.

Certo che, privata del capitano, la Roma dovrà fare i conti con uno degli esami più impegnativi dall’inizio dell’anno. Perché a Udine non vince nessuno da una vita, l’ultima la Juventus – avversario ideale contro cui continua a confrontarsi Garcia – addirittura il 2 settembre del 2012. Poi, al Friuli, la squadra di Guidolin ha infilato una striscia di 22 gare senza perdere, tra cui le 3 vittorie e un pari di questa prima parte di stagione. Proprio per questo, scegliere diventa quanto mai delicato. E al di là del bluff Marquinho, Garcia pensa seriamente alla possibilità di avanzare Pjanic. Un po’ perché, preso atto dell’unicità di un insostituibile come Totti, è certamente il giocatore che più lo ricorda dal punto di vista della visione di gioco, nella capacità di vedere l’azione dei compagni e servirla in velocità, di cercare la porta con soluzione dalla distanza. Certo però che avanzare il bosniaco vorrebbe dire mettere mano a un centrocampo che, sin qui, è sembrato il vero punto di forza della nuova Roma alla francese. “Ma non possono giocare sempre gli stessi”, ha ricordato il tecnico “E Bradley è al cento per cento”. Un po’ come a dire: le soluzioni anche lì in mezzo non mancano.

L’ipotesi più semplice, porterebbe invece alla promozione dal primo minuto di Marco Borriello: aveva iniziato lui il campionato al centro dell’attacco romanista, quando in quella posizione Garcia ancora non vedeva Totti e aspettava uno tra Demba Ba e Quagliarella. Ma l’attaccante campano è risultato determinante anche dalla panchina, contro il Parma e poi con il Napoli, conquistando il rigore del definitivo 2-0 che ha chiuso il match. Una mano nella scelta a Garcia potrebbe darla il meteo: se a Udine il campo dovesse presentarsi più pesante del previsto, i centimetri di un attaccante come Borriello finirebbero per diventare indispensabili.

In attesa di sciogliere il ballottaggio al centro, sulla fascia dovrebbe finalmente arrivare il momento di Adem Ljajic. Una sola gara da titolare, a Parma, senza brillare. Ma già tre reti, belle come quelle con Verona e Bologna, e pesanti come il 2-0 al derby dal dischetto. Ha sofferto la panchina il serbo, accettandola in ragione di lievi guai fisici, oggi del tutto superati. L’assenza di Gervinho – Garcia sperava in una sorpresa almeno per la panchina, ma si è dovuto arrendere – gli regala una nuova occasione dal primo minuto. “È un ragazzo con grande talento – ammetteva venerdì Garcia – può fare la differenza, abbiamo bisogno di lui per continuare ad essere il miglior attacco della serie A. Ci servono giocatori decisivi, e lui può esserlo, se scende in campo con fiducia”. E partire dal primo minuto può dargli la serenità di cui ha bisogno. Poi, a gara in corso, un’occasione l’avrà anche Marquinho. Senza trascurare la carta Taddei: Garcia si fida ciecamente del brasiliano, esempio di disponibilità e professionalità. E il passato del giocatore racconta nobilissimi trascorsi da esterno offensivo. Chissà che, senza il fedelissimo Gervinho, Garcia in quel ruolo non decida di regalare una chance anche a Rodrigo.

 

Repubblica.it – M.Pinci