
Corriere dello Sport (G.D’Ubaldo) – Il debutto è andato bene, almeno dal punto di vista del risultato, ma non è stato facile restare seduto in tribuna, a prescindere dagli sviluppi della partita. Francesco Totti ha esordito da dirigente con una vittoria su un campo dove ha combattuto tante battaglie agonistiche e sul quale ha segnato uno degli ultimi gol della sua straordinaria carriera.
A DISTANZA -Ieri non è voluto scendere in campo prima della partita. Quando gli altri dirigenti glielo hanno chiesto, Francesco ha declinato l’invito: «No grazie, preferisco di no». Al momento di raggiungere la postazione in tribuna, vestito blu, camicia bianca, alla quale ieri ha aggiunto (a fatica) anche la cravatta, ha fatto una confidenza: «Non posso nascondere che un po’ di emozione c’è in un giorno come questo…». Seduto in mezzo tra Monchi e Baldissoni ha assistito impassibile alla partita, il ds ha sottolineato l’importanza del ruolo: «Per me è un piacere con lui, sarà fondamentale». Ogni tanto un’occhiata al telefonino. E’ rimasto bloccato al suo posto al gol di Kolarov, poi ha seguito gli sviluppi del secondo tempo, durante il quale la Roma ha subito l’assedio dell’Atalanta. «C’è stato un po’ da soffrire», ha detto a fine gara. Poi in serata su Facebook Totti confessa: «Dalla tribuna la partita è davvero tosta, forza ragazzi, complimenti per questo primo risultato. Sarà un anno di lotte e di emozioni forti». Prima della partita aveva pranzato con gli ex compagni, aveva scambiato qualche impressione charter della squadra. E’ stata una giornata lunga, la prima da dirigente, la prima lontano dal campo. Questa vittoria sofferta gli ha regalato un sorriso. Adesso si prepara per la prima all’Olimpico in tribuna. E non sarà una partita come le altre. Sulla panchina dell’Inter ci sarà Luciano Spalletti, con il quale nella sua seconda esperienza romana non è stato un rapporto facile. Ma ormai Totti ha voltato pagina e quello che conta è il bene della Roma.



