Totti: «Per adesso non mi fermo»

Il Tempo (E.Menghi) – Cento volte Totti e Spalletti. Il gol del capitano che regala alla Roma i derby numero 19 e 20 in Coppa Italia (sarà la seconda volta in semifinale, nella precedente passarono i giallorossi) fa arrotondare la cifra dei centri con il tecnico toscano in panchina. Un binomio che funziona nel marasma generale di una squadra costretta a soffrire contro la rivale che fa fatica in Serie B. La differenza l’ha fatta un calcio di rigore: «Era nettissimo, Strootman – giura il numero 10 giallorosso – ha anticipato il portiere che lo ha buttato giù. Siamo riusciti a vincere con lo spirito della grande squadra. È andata come volevamo. Ora arriva una semifinale come tutte le altre, non dobbiamo pensare che sia un derby. Vogliamo andare in finale». Del suo futuro, invece, non parla: «Mi godo questi 2-3 mesi, poi decideremo insieme». Spalletti intanto lo coccola, al triplice fischio è andato ad abbracciare Totti che gli ha evitato qualche rogna di troppo: «Sono contento per il risultato, sapevo che avremmo fatto fatica. I ragazzi sono tranquilli. L’ambiente esaspera un po’ tutto. Sapevamo che il Cesena avrebbe fatto la partita della vita. Il primo tempo abbiamo sofferto e ci hanno messo in difficoltà. Loro hanno buttato fuori due squadre di Serie A. Ho provato a cambiare l’aria di avvicinamento a questa partita. Ho cercato di mettere una formazione di tutto rispetto, ho cambiato alcuni uomini per dare spazio un po’ a tutti». Nonostante avesse promesso alla vigilia di non badare al minutaggio delle riserve perché non era una sfida da prendere sotto gamba.

Incoerenza a parte, la Roma ha sofferto parecchio, ma è riuscita ad aggiudicarsi il doppio derby in palio: «La Lazio si è qualificata facendo una grande partita a Milano. Se parliamo del rigore per me c’è, poi magari se me lo danno contro mi posso arrabbiare. Domenica non ci hanno dato un penalty e l’anno scorso ho fatto metà campionato senza. Ci sono delle situazioni che vanno analizzate. Non guardiamo nessuno, stiamo ritti sulle punte come quelli che scalano le montagne». Ne sta scalando una lontano dalla capitale l’Egitto di Salah, approdato in finale: «Tornerà un po’ stanco sicuramente, ma è un ragazzo buono, vuole bene alla squadra e ai compagni: darà tutto al suo ritorno». Non è Momo il cruccio di Spalletti, più preoccupato dalle condizioni di Perotti e Juan Jesus, altre due note negative della serata di Coppa: «Per la prossima partita sicuramente l’argentino non ci sarà: ha sentito tirare. Farà degli accertamenti». Sia lui sia il brasiliano hanno riportato un problema muscolare al flessore della coscia destra e faranno gli esami di rito nelle prossime 24-48 ore. La sfida con la Fiorentina è tra sei giorni, un recupero sembra impossibile. Capitolo barriere: «Non sono portatrici di libertà, che io ho invece. Sono fiducioso». Finché la magia di Totti lo aiuterà a scalare le montagne: «Lui quando gioca è veramente il Muhammad Ali del calcio. Tenta sempre il colpo del KO. A volte gli altri non vedono le sue giocate. Se gioca, conviene dargliela. Più palle riceve più interessi riceviamo. Ti dà più che una banca».

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