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Totti a Pallotta: “Voglio giocare”

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Totti a Pallotta: “Voglio giocare”

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Il Corriere dello Sport (G.D’Ubaldo)Totti, spalle al muro. Il capitano ha preso atto delle parole del presidente, lo attende per chiarire il suo futuro. James Pallotta partirà da Miami domenica, farà una tappa a Londra, martedì prossimo sarà a Roma. Resterà nella Capitale una dozzina di giorni e seguirà la squadra nella trasferta di Champions a Madrid. In quei giorni incontrerà il capitano. La Roma vuol fare smettere Totti di giocare. Detta così sembra un’affermazione forte, ma è l’estrema sintesi della situazione che si è venuta a creare. La società non vuole perdere un’icona come Totti, sapendo quanto incide la sua presenza anche a livello di marketing. Ma per il club se Totti decide di smettere è un problema in meno. E’ soprattutto il modo per sminare una situazione che rischia sempre di creare imbarazzi ed equivoci.

LA SCELTAPallotta gli proporrà tre soluzioni, mettendolo nelle condizioni di scegliere. 1) un altro anno di contratto. Nel rispetto della promessa fatta mesi fa, il presidente è disposto a rinnovare per l’ultima stagione il contratto di Francesco Totti, annunciando già ufficialmente al momento della firma che il capitano chiuderà con il calcio giocato il 30 giugno 2017. Ma Totti deve conoscere ed accettare le prospettive tecniche che lo attendono e che ha spiegato esaurientemente Spalletti dopo lo scontro. Verrà considerato come gli altri ventiquattro giocatori della rosa e andrà in campo quando l’allenatore lo riterrà opportuno. 2) un incarico di prestigio nell’area tecnica. Questa è la soluzione più gradita alla società. Vice di Spalletti (il tecnico ha già avallato questo eventuale affiancamento), un ruolo alla Giggs. 3) un incarico da dirigente, la naturale prosecuzione del suo rapporto con la Roma dopo il calcio giocato. Totti vorrebbe la carica di vice-presidente, ma sarebbe un profilo troppo ingombrante per i dirigenti che ci sono e quelli che potrebbero arrivare. E’ una casella vacante attualmente nell’organigramma societario, ma Pallotta è orientato a offrirgli un ruolo più delineato all’interno della struttura dirigenziale.

PRIMA LA ROMA – Cosa deciderà di fare Francesco? Questo è il punto. Totti parte da una convinzione: «La testa mi dice di continuare a giocare», ha detto nell’intervista di sabato. Al momento è convinto di questo. Per continuare a farlo la sua priorità resta la Roma. Chiudere la carriera con la maglia giallorossa è stato sempre il suo sogno e proverà a creare le condizioni per coronarlo. Pur sapendo di correre il rischio di avere un ruolo marginale nella Roma del prossimo anno di Spalletti e con la disponibilità ad accettare un ingaggio, l’ultimo, molto più basso di quello attuale: diciamo tra un milione e mezzo e due milioni. Totti è disposto ad accettare tutto, ma non un contratto finto, un premio alla carriera. Vuole un contratto da giocatore vero, quale si sente ancora di essere. Perchè in ultima analisi resta in piedi l’ipotesi di andare a chiudere in un altro campionato, mai in Italia. Parliamoci chiaro: Totti non ha molta voglia di trasferirsi, con il terzo figlio in arrivo. E c’è anche un altro ostacolo da superare, nel caso decidesse di vestire un’altra maglia. Se Francesco andasse a giocare all’estero (prenderebbe in considerazione solo Stati Uniti ed Emirati Arabi), verrebbe a cadere il contratto già pronto da dirigente, quello adeguato dagli americani, che è di sei anni, a 600.000 euro a stagione. Tecnicamente quel contratto andrebbe rifatto, se si lasciasse in buoni rapporti con il club, per poi tornare dopo l’esilio. La situazione è complessa, Francesco finirà per farsi fare un altro anno da calciatore, pur sapendo a cosa andrà incontro. Le persone che gli sono vicine gli consigliano questa soluzione. Ma l’orgoglio che lo ha spinto a voler fare per forza quella intervista induce a pensare che non sono esclusi colpi di scena.