Il caso Tavecchio diventa mondiale

Tavecchio_Carlo_Figc

IL TEMPO (S. PIERETTI) La banana della discordia. Carlo Tavecchio resiste nonostante il terremoto mondiale generato dalla sue dichiarazioni sugli extracomunitari.

La Fifa con una lettera ufficiale chiede «di adottare le misure appropriate per indagare e decidere sulla questione». Una presa di posizione decisa, determinata da parte del presidente Blatter che ha ribadito ai vertici della Federazione italiana la delibera presa all’unanimità al Congresso della Fifa del 2013 quando – tutti i dirigenti sportivi del mondo – votarono per una decisa risoluzione nella lotta contro il razzismo e la discriminazione. In quell’occasione la Fifa sottolineò la grande responsabilità dei dirigenti della comunità calcistica cui «spetta un ruolo di modelli nella lotta al razzismo».

Al di là della Fifa, contro Carlo Tavecchio si è mossa anche l’Unione Europea attraverso le parole di Dennis Abbott, portavoce della commissione Ue per lo sport, cultura, istruzione e politiche giovanili. ìLa non discriminazione è la pietra angolare della Carta dei diritti fondamentali dell’unione europea, e il razzismo e ogni altra forma di discriminazione non devono aver posto nel calcio. Seppur la commissione rispetti in pieno l’autonomia della Federazioni sportive – continua Abbott – riconosce che anche il calcio, in quanto sport più popolare d’Europa, ha delle responsabilità particolari nella lotta al razzismo. Eliminare tale piaga deve continuare a essere una priorità a tutti i livelli di sport».

In Italia le cose non vanno meglio, qualcuno chiede anche il Daspo, procedimento amministrativo che dovrebbe partire dall’ufficio del Questore di Roma, su segnalazione dell’Ufficio Anticrimine, o della Digos. Difficile ipotizzare tale scenario, nonostante l’assolutà gravità delle dichiarazioni del candidato.

Il caos, adesso, è totale. Qualora si arrivasse al commissariamento, tra le ipotesi al vaglio ci sono i nomi di Michele Uva, direttore Coni Servizi, e Giulio Napolitano, già commissario ad acta della Figc.

Intanto il direttore generale della Juventus ribadisce la posizione della società di Agnelli. «Non abbiamo trovato convergenza sul candidato – afferma Marotta – per noi Tavecchio è inadeguato e oggi ribadiamo la nostra posizione. Quella del presidente federale è una situazione ancora da definire, ma è evidente che ora il fronte sia spaccato».
Tavecchio, imperturbabile, resta al proprio posto. «Io vado avanti – afferma il presidente della Lnd – ho apprezzato la diffusa sensibilità dell’opinione pubblica in tema di discriminazione razziale, mi auguro si possa partire proprio da questa sensibilità per dare avvio a un capillare programma di educazione sportiva. Ho fatto un’uscita infelice, ho sbagliato, e chiedo scusa. Per il mio vissuto posso dimostrare che poche persone hanno fatto quello che ho fatto io per il terzo mondo». Dall’altra parte dell’oceano Atlantico l’ex romanista Juan sembra sbalordito. «Negli States un presidente razzista è stato radiato a vita, in Italia state pensando di affidare il calcio italiano a una persona simile». L’unico avvocato difensore di Tavecchio è il laziale Minala. «Non ho motivo di sentirmi offeso dalle sue parole – afferma il laziale – queste sono polemiche inutili e inopportune, personalmente io gli sarò eternamente grato».

Intanto giovedì il presidente del Coni Giovanni Malagò incontrerà i due candidati, Albertini e Tavecchio. Qualcosa di importante potrebbe succedere, qualcosa potrebbe cambiare. Oggi il numero uno del Comitato Olimpico sarà a Palazzo Chigi dal Premier Renzi. Nella lista dei consiglieri federali Perrotta andrà a sostituire il candidato Albertini. Nell’elenco presentato deve essere compresa un’adeguata rappresentanza di atlete donne (art 26 comma uno dello statuto federale): finora non c’è traccia. Entro il 31 luglio la Figc dovrà fornire i dovuti chiarimenti alla Fifa, il fascicolo conterrà anche la difesa d’ufficio scritta di proprio pugno da Tavecchio. Basterà per convincere Blatter?

PER APPROFONDIRE LEGGI ANCHE

I più letti