Stadio Roma, Pallotta voleva sostituire Parnasi con Goldman Sachs

di Redazione

Per i terreni dove un tempo c’era il famoso ippodromo Pallotta aveva trovato un compratore, cioè la banca d’affari Goldman Sachs, lasciando a Luca Parnasi soltanto il ruolo di sviluppatore delle opere. Il piano B del presidente della Roma era semplice: Goldman Sachs doveva compare dalla società Eurnova i terreni. Prima che succedesse tutto questo, il tycoon americano aveva già deciso di ridimensionare il ruolo di Luca Parnasi. Tra una minaccia e l’altra di vendere la Roma se non avesse avuto lo stadio, il finanziere di Boston avrebbe trovato un’exit strategy per il socio. Infatti avrebbe convinto Goldman Sachs, la stessa banca che in un primo tempo doveva finanziare il progetto con 400 milioni di euro, a comprare dalla Eurnova i terreni dove dovrebbe sorgere l’impianto. Come riporta il sito lettera43.it, la banca americana dovrebbe pagare tra i 150 e 200 milioni a Parnasi, che prese quei lotti dalla Sias della famiglia Papalia per 42 milioni di euro nel 2012. Di questa cifra, al momento, il costruttore deve versare ancora la metà, 21 milioni. Ma queste saranno soltanto una parte di quanto, stando al piano B di Pallotta, il marito di Christiane Filangieri avrebbe potuto investire. La Eurnova resterebbe comunque lo sviluppatore di un progetto che comporta un investimento da 1,7 miliardi di euro e che potrebbe permetterle di incassare una cifra pari ad altri 200 milioni di euro.