Il Tornatora

Stadio della Roma, Mark Pannes: “Nessuna struttura simile in Italia e in Europa. L’infrastruttura sarà significante per Roma”

di Redazione

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Mark Pannes, CEO dello Stadio della Roma, ha rilasciato queste dichiarazioni al sito asroma.it dopo la presentazione di questa mattina. Queste le sue parole:

Può spiegare ai fan che non hanno familiarità con il mondo legale cosa è successo oggi?
Oggi il progetto dello Stadio della Roma ha fatto un enorme passo avanti. Per ricevere tutte i permessi necessari a far partire i lavori, abbiamo bisogno di due tipi di approvazioni. La prima era legata alla dichiarazione di pubblico interesse per i cittadini e la Città di Roma, che ci è stata garantita dal Comune il 22 dicembre dello scorso anno.
La seconda deve essere sottoscritta dalla Regione Lazio ed è costituita da una serie di benestare tecnici, per assicurare che la struttura e tutta l’area circostante siano in linea con i regolamenti edilizi, le norme antincendio e di sicurezza, assieme a quelle ambientali. Oggi abbiamo consegnato un dossier con tutti gli aspetti tecnici del progetto. Se le cose proseguiranno in linea con i nostri piani, potremmo ricevere l’approvazione entro la fine del 2015”.

Quanto era importante che il team di lavoro rispettasse la scadenza per consegnare il progetto nella giornata di oggi?
“La caratteristica della nostra proprietà è quella di fissare pubblicamente e con estrema trasparenza una serie di obiettivi, per poi impegnarci a raggiungerli. Rispettare la deadline di oggi costituisce un altro passo affermativo nella costruzione di una cultura del successo e anche per questo era molto importante”.

Quali sono i contenuti del dossier?
“Una serie di informazioni tecniche dettagliate sullo sviluppo di tutta l’area designata alla costruzione. Questa comprende lo stadio, un nuovo campo di allenamento per la prima squadra, un village dedicato ai nostri tifosi con un AS Roma super store, due ristoranti a tema legati alla storia giallorossa che si affacciano sui campi di allenamento, un museo del Club e una Hall of Fame, oltre a un quartiere dal nome CONVIVIUM con ristoranti, bar e negozi, senza tralasciare la nuova area commerciale che renderà Tor di Valle il nuovo punto di snodo nell’area sud-ovest della Capitale. Inoltre non manca la sezione dedicata ai parchi, che renderanno la zona la seconda area verde di Roma dopo Villa Borghese, oltre a una serie di nuove infrastrutture come ponti, strade, parcheggi, ecc. Il dossier include anche il piano d’azione per lo sviluppo dell’intera area”.

Quante sono le persone sparse nel mondo che stanno lavorando al progetto?
Attualmente un centinaio e si dividono tra Italia, Stati Uniti, Regno Unito, resto dell’Europa e Asia. La nostra strategia nella selezione delle persone coinvolte è semplice: ci chiediamo qual è la persona migliore al mondo in ogni settore di competenza e facciamo il possibile per aggiungerla al team. In questo momento, a due anni dall’inizio del progetto, abbiamo costituito il miglior gruppo possibile di specialisti sullo stadio. Il lavoro prodotto finora è di prim’ordine e siamo solo all’inizio”.

Finora qual è stato l’aspetto più impegnativo?
“È dal 1939 che l’AS Roma prova a costruire un nuovo stadio, quindi ce ne sono state di sfide finora! Beh, a dire la verità i problemi che abbiamo affrontato in questo progetto ci hanno spinto a tirare fuori creatività e risolutezza. La qualità del design e la nostra fitta collaborazione con il Comune di Roma ne sono la dimostrazione”.

E quello che la soddisfa di più?
Due cose: la prima è legata al fatto che avremo l’opportunità di costruire un edificio così importante in una città piena di tradizione. È fantastico e significa che ogni aspetto dovrà essere in linea con i dettagli storici di Roma. La seconda è sicuramente costituita dall’entusiasmo dei nostri fan per il progetto. Hanno capito quanto sarà rivoluzionario per il Club e la Città”.

Facendo un bilancio, c’è una struttura simile in Europa o in Italia?
“No. Nulla che unisca sport, divertimento, svago, zone commerciali, rinascita urbanistica, oltre a una serie di innovazioni a livello di infrastrutture. In ognuno di questi campi ci sono dei progetti di rilievo al mondo, ma nessuna riesce a unire tutti questi aspetti nella stessa area”.

Che impatto pensi possa avere sull’economia di Roma e che messaggio pensi si possa dare al mondo del business?
“Data la sua location, a metà strada tra l’ingresso della città e l’aeroporto di Fiumicino, possiamo dire che l’intera infrastruttura sarà davvero significante per Roma, il territorio italiano e anche per il sud dell’Europa. Sarà un progetto dinamico e farà da catalizzatore per l’intera regione. Il messaggio che invierà sarà dunque molto chiaro: Roma è aperta al business”.

Quali sono i prossimi passi e a quando possiamo fissare la data d’inizio dei lavori?
Saremo al lavoro con il Comune e la Regione per assicurarci che il dossier sia in linea con tutti i requisiti necessari a far partire i lavori. Vogliamo posare la prima pietra per la fine dell’anno”.