Primo passo ufficiale della Roma verso la costruzione del nuovo stadio di proprietà. Il club giallorosso ha infatti reso noto di aver conferito alla Cushman e Wakefield LLP, società di consulenza immobiliare globale (dal 2007 è proprietà, per il 70%, della Exor, la holding della famiglia Agnelli che detiene a sua volta la maggioranza della Juventus), il mandato di advisor esclusivo per l’individuazione di un’area, sul territorio comunale di Roma, dove insediare il nuovo impianto della società sportiva. Tre i parametri che saranno seguiti nell’individuazione dell’area: viabilità (infrastrutture), disponibilità dei terreni ed eventuali vincoli architettonici, archeologici e paesaggistici.
Con le elezioni amministrative fissate per il 2013, infatti, è inevitabile che la materia rimanga in stand-by. Anche perché la scelta dell’area (e in questa non va dimenticata anche la Lazio, ndc) andrà di pari passo con lo sviluppo della politica del (nuovo?) sindaco, soprattutto in tema di viabilità. Da quanto trapelato ultimamente, sembra che la preferenza si stia indirizzando verso l’area Roma Sud ma potrebbe rientrare in gioco, ad esempio, anche la zona Porta di Roma qualora il piano del comune prevedesse il prolungamento della metro che in quell’area arriva a via delle vigne nuove. Quello che è certo che il club giallorosso sceglierà un’area dove gli investimenti per ampliare la rete viaria saranno ridotti al minimo e cammineranno di pari passo con la volontà del comune. Sinora sono stati esaminati potenziali siti e alcuni di questi finiranno nella lista della Cushman e Wakefield LLP: Tor di Valle (dove i rapporti con l’imprenditore Parnasi sono ottimi ma sussiste qualche problema legato alla viabilità), Tor Vergata, La Rustica, Bufalotta, senza tralasciare la Massimina, sui terreni scelti dai Sensi per il loro progetto (mai decollato), di proprietà dell’imprenditore Scarpellini.
Il Messaggero – Stefano Carina