
Leonardo Spinazzola è intervenuto ai microfoni di Sky Sport 24 e si è soffermato sul suo momento nella Roma e sulla situazione sanitaria in Italia. Queste le sue parole:
Come procede il conto alla rovescia verso gli allenamenti?
Non vediamo l’ora di ritornare ad allenarci, di rivederci e parlarci di persone, perché in videochiamata dopo un po’ è stressante e non ci divertiamo come dal vivo. Adesso dobbiamo aspettare e vedere cosa decide il Governo, con la Roma che prenderà le precauzioni del caso e metterà in sicurezza tutta Trigoria.
A proposito della ripresa, che messaggio può essere ripartire, non solo per il calcio?
È un’opportunità per il calcio che può essere d’aiuto per le altre aziende, un incentivo a mettere in sicurezza l’ambiente lavorativo con protocolli sanitari adeguati, così che tutti i dipendenti possano sentirsi tranquilli nel ritorno al lavoro.
Che messaggio avete voluto dare raggiungendo l’accordo con la società a rinunciare ad alcune mensilità?
Un messaggio di vicinanza sia per la società ma soprattutto per i dipendenti che lavorano per noi, fanno tutto per noi e ci stanno sempre accanto. Ci siamo parlati tutti quanti e abbiamo deciso che era la decisione più giusta.
È la prima avventura nella Capitale, cosa rappresenta per te la Roma?
Nella Roma sono passati veramente tanti tanti campioni, sin da piccolo guardavo Batistuta e poi c’erano fenomeni come Totti e Cassano che ti facevano divertire, vedevi la Roma solo per loro. Vedere la Roma giocare, mi ha sempre trasmesso allegria. Adesso che sono qui, mi sono reso conto di cosa sia la Roma, abbiamo dei tifosi calorosi, una città che vive solo di calcio, solo per la Roma e te lo fa sentire allo stadio.
Cosa ha rappresentato l’esperienza a Torino con la Juventus, soprattutto aver giocato la Champions League che immagino sarà il vostro obiettivo una volta ripartito il campionato…
A Torino sono dei fenomeni, dal punto di vista fisico, tecnico e mentale. Ho imparato tanto e la serata in Champions League è indimenticabile per me perché era la mia prima volta. Spero di viverne tante di serate così con la Roma- Sarà dura, ma è un nostro obiettivo.
Sei rimasto in contatto con tanti amici di Bergamo, per capire la situazione d’emergenza…
È veramente dura vedere Bergamo e tutte le città del Nord Italia, così colpite in modo aggressivo dal virus.
La Nazionale, cosa rappresenta per te l’Europeo?
La Nazionale è il sogno di tutti. Tu guardi già da piccolo Mondiali ed Europei e sogni di arrivare lì e giocare per tutti gli italiani che ti guardano. È un peccato non giocarlo adesso, ma non vedo l’ora di farlo, anche perché sono entrato in Nazionale nel 2018 e non siamo andati al Mondiale ed è stato un dispiacere enorme. Voglio e vogliamo disputare un grande Europeo.