Spalletti 2.0, statistiche da record ma zero titoli

Pagine Romaniste (M.Bandini)Luciano Spalletti firma il suo secondo contratto con la Roma, dopo i quattro anni passati sulla panchina giallorossa dal 2005 al 2009, il 14 gennaio 2016. Il mister prende il posto dell‘esonerato Rudi Garcia e cambia totalmente in positivo la situazione della squadra. In campionato riesce a portare i capitolini al terzo posto della classifica e a farli entrare ai preliminari di Champions League. Ma è proprio qui che arriva la prima vera “delusione” , precisamente il 23 agosto, quando i giallorossi perdono 4-1 nella doppia sfida contro il Porto nei preliminari di Champions League. In Serie A il toscano non fa passi falsi e chiude la prima parte del calendario con sole tre sconfitte. Nelle competizioni extra italiane, però, il tecnico non ha un grande rendimento ed infatti i giallorossi vengono eliminati agli ottavi di Europa League per mano del Lione, in una doppia partita rocambolesca. Nell’andata i capitolini vanno sopra 1-2 per poi farsi rimontare da Lacazette e compagni per il 4-2 finale. Nella gara di ritorno i giallorossi hanno tantissime occasioni. Una su tutte quella di El Shaarawy, davanti alla porta, che a metà secondo tempo sul risultato di 2-1 poteva portare la Roma ai quarti. Anche in Coppa Italia il risultato non è dei migliori poiché la Lazio riesce ad avere la meglio nella semifinale, con un risultato complessivo di 4-3. Per quanto riguarda la sintonia con i giocatori, il toscano si sa, non fa preferenze ma riesce a far emergere due calciatori su tutti: Nainggolan e Dzeko. Il belga è il leader del centrocampo, tanto è vero che viene scelto dai tifosi come miglior giallorosso dell’annata. Il bosniaco, invece, è una vera e propria macchina da gol: ne segna 29 (con un solo rigore all’attivo) e vince la classifica marcatori.  Sicuramente il rapporto avuto con il numero 9 ed il numero 4, non è lo stesso avuto con il numero 10: Francesco Totti. La prima discussione risale ai giorni antistanti alla trasferta di Palermo, il 21 febbraio 2016. Il mister comunica a Totti che non sarebbe stato tra i convocati dicendogli: “Tu ormai sei come gli altri, dimenticati di essere insostituibile”. Il classe 1976 risponde: Vigliacco, adesso non ti servo più? Hai una missione, portala a termine”. Tra i due non c’è più nessun battibecco ma gli animi sono tesi ed infatti le polemiche non finiscono. Il 17 aprile, dopo la fine del match tra Atalanta e Roma (3-3), il toscano va faccia a faccia con il romano: Basta, hai rotto le palle, pretendi di comandare e invece te ne dovresti andare, giochi a carte malgrado i miei divieti, hai chiuso“. In quel momento, come racconta Totti nel suo libro, sono dovuti intervenire in quattro per fermare l’imminente rissa. In seguito, nella conferenza stampa post-match, il tecnico non riconosce il merito della rimonta all’ex capitano, autore del gol del pareggio: “La partita l’ha raddrizzata la squadra, Totti ha fatto il gol. Lui ha calciato in porta come l’altra volta, ha dato un pallone: se ne dava tre, facevamo tre gol. Dal punto di vista giornalistico e di sentimenti, ci fa piacere questa attenzione, ma è sempre la squadra che raddrizza. Mai un giocatore”. Alla fine nessuno dei due ha avuto la meglio, se così si può dire, poiché entrambi hanno lasciato la Roma. Il numero 10 gioca la sua ultima partita in maglia giallorossa il 26 maggio, contro il Genoa. Invece, il 30 maggio 2017 finisce l’avventura di Spalletti nella Capitale: “Lascio una Roma forte, che ha fatto quasi tutto bene, nel lavoro collettivo. Non sempre tutti hanno remato dalla stessa parte”.

STATISTICHE OK MA ZERO TITOLI

Luciano Spalletti non è riuscito a far uscire la Roma dalla cosiddetta “crisi di trofei”. Le statistiche che ha lasciato a Trigoria, però, sono talmente positive che potrebbero quasi avvicinarsi a quelle di una squadra vincente. Appena arrivato, a gennaio 2016, in 18 partite ottiene 14 vittorie e la sua media punti è superiore a quella di un certo Massimiliano Allegri: 2,42 contro 2,39. I gol messi a segno dalla rosa nella prima metà di stagione sotto la gestione del francese Rudi Garcia sono 34, mentre quelli subiti sono 22. Sotto la gestione dell’italiano sono invece 49, quasi due a match (2,7), e i subiti sono 19. Nella stagione 2016/17, la squadra stabilisce il proprio record di punti in un campionato di Serie A (87), migliorando anche quello di gol segnati (90). Il toscano si è seduto sulla panchina giallorossa per 75 volte, con un bilancio di: 50 vittorie, 11 pareggi e 14 sconfitte. Inoltre, è l’allenatore della Roma con la più alta media punti (2,15) nell‘era americana. Anche il suo successore, Eusebio Di Francesco, non regge il confronto. La media punti a partita dell’ex Sassuolo è di 1,79. In 87 panchine ha collezionato 46 vittorie, 18 pareggi e 23 sconfitte. 

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