Il Messaggero (S. Carina) – Un campionato a strappi, può anche essere fisiologico in un primo anno di ricostruzione, con un mercato nato da tempi ristretti e scelte quasi obbligate. Anzi, i 27 punti raccolti fin qui raccontano comunque un lavoro solido da parte di Gasperini. Ciò che stona è l’improvvisa regressione nel gioco: lo 0-1 con il Cagliari ha messo in evidenza una Roma povera di idee, fragile e soprattutto incapace di incidere negli ultimi trenta metri. Il nodo del centravanti è ormai evidente, e continua a condizionare ogni partita. Con un ritmo di una gara ogni tre giorni, stanno emergendo i limiti strutturali della rosa, che in due ruoli dell’undici titolare non convince affatto. L’assenza di Wesley domenica è bastata per mandare in difficoltà l’intera corsia sinistra. E ora che arriverà il momento di salutare Ndicka ed El Aynaoui per la Coppa d’Africa, la situazione rischia di complicarsi ulteriormente: problemi ben noti al club, ma rimasti irrisolti.
Massara, insieme a Ranieri e su indicazione dei Friedkin, ha già garantito che almeno un attaccante arriverà. Il nome in cima alla lista, oggi, è quello di Zirkzee: negli ultimi giorni ci sono stati nuovi colloqui e l’ex Bologna ha finalmente aperto alla destinazione. La concorrenza interna nel suo club – soprattutto quando Sesko tornerà disponibile – potrebbe spingerlo a cambiare aria, e a Trigoria cresce l’ottimismo.
Le alternative, però, non sono più semplici. Tel sta riconquistando credito nelle scelte di Frank, e il Tottenham non sembra disposto a fare sconti dopo l’investimento estivo. Raspadori, deluso dallo scarso minutaggio in Liga, resta un profilo che Gasperini apprezza da tempo. Chiesa, altro nome gradito, continua a declinare: anche perché la situazione di Salah al Liverpool potrebbe aprire scenari inattesi.



