Il Messaggero (P.Liguori) – Sembra proprio che il secondo posto, che la Roma occupa saldamente, sia vissuto come una delusione, una schifezza. Si parla di tutto, tranne che dell’unico traguardo raggiungibile. Tutta roba che interessa da giugno. Ora ci sono otto partite da vincere e quella di Bologna non si annuncia come una passeggiata. Poi ci saranno altre gare importantissime da giocare con la migliore Roma possibile: dallo scontro diretto con la Juve al quarto derby con la Lazio, anche più importante dell’ultimo vinto in Coppa Italia.

La polemica riguarda la forza vera dell’organico di quest’anno, di fronte alla necessità di competere in tre traguardi, ma non avrà mai una soluzione definitiva. Tre partite singole sbagliate sono costate l’eliminazione dalle coppe, adesso il problema è non sbagliare più. Anche con la comprensibile stanchezza, oggi la Roma ha la forza per vincere a Bologna. Deve soprattutto mantenere intensità e concentrazione per tutta la partita, poi ci vuole anche la massima lucidità di Spalletti. Siamo chiari: il Totti che abbiamo visto a spezzoni è ancora buonissimo in questa Roma, c’è l’indicazione da parte della società di tenerlo in panchina? Non si sa, ma molti lo pensano. Speriamo sia una sciocchezza, ma è Lucio che decide.