Salah: “Ho scelto la Roma perché voglio vincere con questa maglia. E’ impossibile non innamorarsi della Capitale” – VIDEO

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Mohamed Salah, attaccante della Roma, è il protagonista di Draw my Life, format di Roma Tv in cui i calciatori giallorossi raccontano la propria vita accompagnati dalle immagini di un disegnatore. Queste le parole dell’egiziano:

Sono nato a Basion, una regione a Nord del Cairo, il 15 giugno del 1992. I compagni mi chiamano Momo, se volete potete farlo anche voi. Questa è una storia particolare, perché non capita tutti i giorni di sentir parlare di un ragazzo partito dall’Egitto e arrivato sul grande palcoscenico del calcio europeo. All’età di sette anni ho iniziato a tirare i primi calci al pallone, il cemento era il mio prato, la strada asfaltata e i confini di una vecchia scuola erano il mio recinto. In mezzo a nuvole di polvere si correva fino a perdere il fiato e la cognizione del tempo. A quell’età il fisico e la spensieratezza non conoscono limiti, il calcio per me non era altro che un gioco, forse non era neanche una speranza, al più una distrazione, un sogno senza meta. Ho pensato per la prima volta che potesse diventare un mestiere all’eta di quattordici anni. Giocavo in un club chiamato Arab Contractors, terzino sinistro, maglia numero 3. Le prime soddisfazioni correvano parallele ai sacrifici della mia famiglia, è stato un momento davvero difficile per loro: uscivo di casa la mattina presto e si rientrava tardissimo. Per arrivare al campo da gioco ero costretto a cambiare addirittura cinque mezzi. L’Egitto era il mio regno e la mia culla, lì tutto è iniziato, compresa l’ammirazione per campioni come Ronaldo, Zidane e Totti. Essere approdato nel calcio che conta per un ragazzo egiziano significa che niente è impossibile“.

Dopo l’esperienza nell’Al-Mokawloon è arrivata la grande opportunità in Europa nel Basilea, la Svizzera è stato il mio trampolino di lancio, il passaggio al Chelsea il momento del grande salto. In Inghilterra ho faticato ad impormi, ma non rinnego quell’esperienza, mi sono confrontato con un grande club, in un grande campionato come la Premier. Stessa cosa potrei dire della Fiorentina, un momento di crescita importante per me, una città dove ho coltivato e ho lasciato molti amici. Nel frattempo ho avuto l’onore di entrare in pianta stabile nella nazionale egiziana, la bandiera del mio paese avrà sempre un posto speciale nel mio cuore. Nell’estate del 2015 è arrivata la chiamata della Roma. Perché l’ho scelta? Niente di più semplice, voglio vincere con questa maglia, in un club così popolare anche nel mio paese, in questa grande città che è Roma, di cui è impossibile non innamorarsi e per cui è impossibile non soffrire. Devo dirvi cosa ho provato quando sono stato costretto a vedere la partita di fronte alla tv? Uno stress incredibile“.

Voglio raccontarvi qualcosina anche dei miei gusti e dei miei hobby. Adoro la cucina italiana, in particolare la pasta al pomodoro e il riso. Cerco di passare il tempo libero con la famiglia e quando posso pratico il mio sport preferito, la playstation. Mi tocca ammetterlo, nel videogioco quel Salah è più forte di quello vero. In molti mi chiedono perché ai tempi della Fiorentina ho scelto la maglia numero 74 e alla Roma ho preso la maglia numero 11. In realtà il numero 11 mi è sempre piaciuto, era libero e non ho esitato a prenderlo, non c’è un motivo particolare. Il 74 invece voleva essere un omaggio alle vittime dello stadio di Port Said, dove nel 2012 dei tragici scontri portarono alla morte di tanti tifosi. Ci tengo a specificare che nessuno mi ha chiesto di mettere quel numero sulla maglia, è una cosa che sentivo dentro e che ho fatto. Ai giovani che si avvicinano al mondo del pallone voglio dire proprio questo: non smettete mai di ascoltare quello che vi suggerisce il vostro cuore, siate leali, prima di tutto con voi stessi, credete sempre nelle vostre possibilità e nei vostri obiettivi, solo in questo modo avrete chance di raggiungerli. Lungo questa corsa non passate mai sopra i vostri compagni e i vostri avversari, abbiate rispetto del prossimo, della sua origine, della sua religione, della sua nazionalità. Infine non rinunciate a migliorarvi. Qualcuno vi ha detto che tra le vostre qualità c’è la velocità? Ecco, il giorno dopo correte più veloce“.

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