
Tuttosport (S.Carina) – Per esorcizzare quella che sarebbe una beffa, probabilmente è meglio ricordare che l’ultimo successo in trasferta del Bate Borisov in Champions League, è datato 19 settembre 2012: 3-1 al Lille, all’epoca allenato da Garcia. Nonostante anche il presidente Pallotta si sia unito al coro della “grande partita” (che di grande ha soprattutto i 14 milioni che entrerebbero nelle casse giallorosse), quella di questa sera con i bielorussi non dovrebbe rappresentare un’impresa titanica per Dzeko e compagni. Per approdare agli ottavi di finale di Champions League, alla Roma potrebbe bastare infatti anche il pareggio se il Barcellona non dovesse perdere a Leverkusen. In caso contrario e di ko blaugrana, servirebbero invece i tre punti. Nonostante tutti i bookmakers quotino il successo giallorosso a 1,30, diffidare non tanto del Bate Borisov quanto della Roma è tuttavia sempre prudente. Squadra imprevedibile che ha già dimostrato di poter vincere con i migliori (vedi la Juventus) e di poter lasciare punti ovunque.
Bivio fondamentale – Quella di questa sera è una partita – introiti per il passaggio del turno a parte – dove la Roma ha tutto da perdere e nulla da guadagnare. Perché se vincerà avrà fatto il suo, approdando agli ottavi con una difesa colabrodo (già 16 gol al passivo in appena 5 gare disputate) e dopo gare non certo memorabili. Dalla sconfitta in Bielorussia (2-3) alla disfatta del Camp Nou (1-6) non dimenticando nemmeno il 4-4 di Leverkusen (facendosi recuperare due gol negli ultimi cinque minuti di partita) il cammino dei giallorossi in Champions è stato a dir poco balbettante. Ma vuoi per il girone più che abbordabile e per la papera del portiere tedesco Leno nell’ultimo match col Bate, ora per utilizzare una frase tanto cara a Garcia, la Roma «ha il destino nei suoi piedi». E poco importa se sembra essere una squadra senza copione, nata incompleta per alcune scelte sbagliate in estate e con calciatori che a dicembre sembrano già avere la necessità di dover tirare il fiato. In una notte, a Trigoria potrebbero mettersi tutto alle spalle. È quello che spera soprattutto Garcia che ieri, oltre a recuperare Salah, non ha mancato di ricordare come l’approdo agli ottavi «è uno dei nostri obiettivi quest’anno». Parole che evidenziano la necessità del tecnico di fregiarsi di un primo traguardo stagionale raggiunto. E c’è da capirlo: critiche, polemiche, perplessità e dubbi (dentro e fuori Trigoria) sul suo conto fiaccherebbero chiunque. Il discorso del francese è semplice e facilmente intuibile: se dopo tutto sono in piena corsa in campionato e sono riuscito a portare la squadra tra le prime 16 in Europa, sono in linea con gli obiettivi societari.
Cena con Pallotta – Probabilmente di questo ne avrà parlato direttamente con Pallotta che ha incontrato lunedì sera a cena. Presidente che ancora non ha messo piede a Trigoria e che in tarda mattinata potrebbe incontrare la squadra per un fugace saluto in hotel. Nel pomeriggio sarà invece ricevuto dal commissario prefettizio Tronca al Campidoglio. «Con lui – assicura il tecnico – siamo più forti. Abbiamo tanta fame, ci aiuteranno anche i nostri tifosi». Un auspicio che rischia di rimanere tale. Anche stasera si profila infatti il solito e malinconico Olimpico formato acquario che toccherà a fatica le trentamila presenze.
