Gazzetta dello Sport – Parola di Totti: “De Rossi vuole restare alla Roma”

Di gioie ne ha vissute tante, molto più grandi. Ma tornare al gol dopo 231 giorni di digiuno per Francesco Totti è stata una liberazione. Che ieri ha festeggiato in famiglia, con Ilary e i bambini, dopo aver partecipato agli impegni istituzionali (la riunione di Fiumicino, dove ha scherzato a lungo con Claudio Ranieri, suo ex allenatore) e aver svolto a Trigoria una seduta defaticante. «Quanto è importante essermi sbloccato? Lo è per me e per la squadra», ha detto Francesco, che l’ultima partita che non ha giocato (per l’infortunio alla coscia destra) è quella di campionato del 4 dicembre contro la Fiorentina (k.o. per 3-0).

Feeling e rinnovo
Da allora, e con Totti in campo, la Roma ha ripreso a correre (dieci punti in 4 partite), quasi a volare. «La scintilla è scoccata proprio dopo Firenze», ha detto il capitano, forse pensando anche alla Coppa Italia. Già, perché domani all’Olimpico arriverà proprio quella Fiorentina che ha dato sonore spallate al futuro italiano di Luis Enrique. «Il feeling con il tecnico c’è sempre stato, bastava solo aspettare», ha detto Totti (che domani potrebbe giocare uno spezzone), toccando il primo argomento caldo dell’universo giallorosso. L’altro, quello che fa capo a De Rossi, Francesco l’ha affrontato così: «Il rinnovo di Daniele? Da quello che so io vuole restare, è un tifoso giallorosso. Anche se poi la scelta spetta solo a lui».

Il progetto Pallotta
Of course, direbbe James Pallotta, che oggi volerà a Londra, per poi tornare a casa sua, a Boston. La decisione spetta a De Rossi, con cui Pallotta (che ha assistito a bordo campo all’allenamento) si è fermato a parlare anche ieri. Del resto, il rinnovo di Daniele è il primo vero tassello per il programma che il tycoon americano ha in mente per la Roma. «Cosa vogliamo fare per migliorare la società?», ha chiesto a Baldini a Trigoria, dove Pallotta ha anche illustrato le linee guida del futuro. Il manager ha convocato tutta la famiglia giallorossa (dirigenti, giocatori, dipendenti, collaboratori e staff tecnico) e (insieme a Mark Pannes, uno dei due a.d.) in una mezz’ora ha espresso sogni e desideri. Insieme agli obiettivi: a breve termine (biglietteria e-ticketing, allenamenti aperti alla tifoseria, assestamento del marchio), medio termine (sviluppo del marchio stesso e successi nazionali) e lungo termine (costruzione dello stadio e ampliamento del prestigio internazionale, legato ai successi in Europa). «Pallotta lo conosco bene, mi sembra più passionale di DiBenedetto — dice l’ambasciatore americano David Thorne, che con Pallotta ha passato molto tempo — vuole fare della Roma un grande brand internazionale». Per riuscirci, si vuol partire da De Rossi. Il presidente federale Abete se lo augura («È importante che il campionato non perda un campione del genere, ho fiducia che resti alla Roma»). Pallotta lo ha lasciato detto, Totti lo ha ribadito.
Gazzetta dello Sport – Massimo Cecchini

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