ARBITRAGGIO – Da non sottovalutare è il fattore arbitraggio. Oltre al contestato gol del vantaggio granata, ciò che lascia perplessi è la gestione dei cartellini, almeno per quanto riguarda la sponda romanista. Su 10 falli commessi dalla Roma, 5 sono stati ritenuti passibili di ammonizione. Un giallo ogni due fischi. Dei 21 falli granata, invece, solo 2 sono stati sanzionati con il cartellino. Un fattore curioso, ma che ha tagliato le gambe ai padroni di casa. Prima Diawara al 28′, poi Veretout al 45′ ha continuato la danza dei cartellini. Il reparto mediano giallorosso è stato condizionato per tutto il resto della partita. Dopo di loro sono stati ammoniti poi tre dei quattro uomini della retroguardia: Kolarov, Mancini e Florenzi rispettivamente al 55′, 64′ e 76′. Forse anche per questo Veretout, che comunque non era nella sua giornata di grazia, è uscito dal campo anzitempo per lasciare spazio a Mkhitaryan.
KALINIC 2.0 – Non del tutto da buttare però la prestazione dei giallorossi. Tra le note positive della partita c’è di sicuro Nikola Kalinic. Il croato è entrato sul rettangolo verde al 73′ prendendo il posto di Diego Perotti e, dopo varie sportellate con i difensori granata, ha eseguito una delle migliori giocate della partita. Un velo. Una giocata che poteva mescolare le carte, ma che Mkhitaryan non ha saputo sfruttare. L’armeno, liberato al tiro dal movimento del compagno di squadra, ha colpito debolmente il pallone spedendo la sfera tra le braccia di Sirigu. Adesso però c’è subito da dimenticare il Toro perché tra 5 giorni, all’Olimpico, arriva la Juventus di Sarri che ha convinto con un netto 4-0 al Cagliari e intende continuare la propria corsa scudetto. I giallorossi sono chiamati ad una grande prova se vogliono mantenere il quarto posto, valido per l’ingresso in Champions, sull’Atalanta che dista solamente un punto.
