Pagine Romaniste (G. Rufino) – A Udine non arriva la vittoria, anzi: al termine di una partita povera di ritmo e idee da entrambe le parti, sono i friulani a prendersi i tre punti. Dopo un mese di fuoco, con la Roma in campo ogni tre giorni tra campionato e coppe, la sensazione è chiara: la mente ha staccato. Succede spesso dopo cicli così intensi. Ma certe distrazioni, soprattutto a questo punto della stagione, si pagano care.

Una sconfitta che pesa parecchio in ottica Champions e che fa scivolare la Roma al quinto posto. Il gol subito è figlio anche della sfortuna, ma ridurre tutto a un episodio sarebbe troppo comodo. Il vero problema è l’incapacità di incidere nella fase finale: possesso palla sterile, poche soluzioni negli ultimi metri e nessuna reale cattiveria nel cercare il pareggio. A questo si aggiunge una gestione non impeccabile dei momenti della gara, con troppa fretta e poca lucidità.

Ora però non c’è tempo per guardarsi indietro. Il calendario finalmente concede respiro, ma contro il Cagliari servirà una Roma diversa: concentrata, affamata e senza alibi. Niente errori, niente cali mentali. L’obiettivo tre punti non è negoziabile, perché dopo Udine il messaggio è chiaro: se vuoi restare agganciato al treno Champions, devi tornare subito a correre.