Il Tornatora

È una Roma senza pace

di Redazione

Leggo (F.Balzani) – Ha ragione Spalletti o Pallotta? E Totti aveva davvero mal di schiena? Ma i tifosi in curva devono tornare? Tra poco più di 48 ore andrà in scena il primo tentativo di remuntada, quella contro il Lione (dal 4-2 dell’andata) che vale il passaggio ai quarti di Europa League. Si gioca all’Olimpico, la Roma viene da una vittoria che se non altro consolida il 2° posto e ad aprile ci sarà anche il secondo round in coppa Italia con la Lazio. I giallorossi sono in corsa per tutto quindi. Eppure nella capitale si parla di tutt’altro, si naviga tra polemiche mal celate e si commentano le dichiarazioni fuori tempo (se non fuori luogo) di allenatore e presidente. Il primo sembra già un ex e nel dopo partita di Palermo non ha nascosto i motivi di un sempre più probabile addio parlando di mancata programmazione e difficoltà sul mercato. Il secondo ieri ha compiuto 59 anni, ma sui social più che auguri sono comparsi insulti dei tifosi tanto che il primo tweet recitava così: «Ma buon compleanno de che, metti i soldi». Il presidente sarà a Roma giovedì e probabilmente assisterà al match con il Lione, avrà occasione di vedere Spalletti anche se il motivo del viaggio sarà principalmente legato al progetto Tor di Valle. Difficile, se non impossibile ricucire lo strappo. A Trigoria si pensa al prossimo allenatore (sarebbe il sesto in 7 anni) con Gasperini e il progetto giovani anticipato da Pallotta in pole.

In ballo anche gli adeguamenti di contratto di Manolas, Strootman e Nainggolan. Sui primi due c’è l’Inter, sul belga oltre al Chelsea si muovono anche Real e Barça. Tra i tanti appuntamenti in agenda per Pallotta anche quello con Totti che chiede un futuro da direttore tecnico, e al quale invece è stato proposto un ruolo nelle giovanili al fianco di Bruno Conti. Il mal di schiena del capitano a Palermo non ha convinto Spalletti. Dolore o no è evidente il malessere di Francesco, e non tanto per il poco impiego quanto per le modalità in cui viene mandato in campo (vedi i 4’ più recupero nel derby). Un malumore che ha contagiato i tifosi ormai lontani dalla squadra soprattutto come presenze allo stadio. Spalletti domenica se l’è presa anche con loro: «Sarebbe fondamentale avere 60 mila persone giovedì. Non capisco perché ci complicano la vita». Ieri anche il tweet di Gandini: «Ci vediamo allo stadio». L’appello però resta inascoltato, a testimoniarlo il dato sulla vendita di biglietti per Roma-Lione: meno di 13 mila. A essere ottimisti giovedì, nella serata più importante della stagione, ce ne saranno 25-30 mila, compresi i mille da Lione. E pensare che nelle altre gare da remuntada i numeri – senza citare le finali con Inter e Torino – erano questi: 68 mila in Roma-Dundee (1984); 65 mila contro lo Slavia Praga (1996) e 71 mila con l’Arsenal (2009).