allenamento-roma-.derossi

La Gazzetta dello Sport (M.Cecchini – A.Pugliese) – Togliamo di torno tutti i «luoghicomunismi» del caso: non è stata una cena da patto scudetto come a volte (ci) piace tanto scrivere, ma una bella serata, quella davvero sì. E non solo per l’eccellente menu – dal polipo al tiramisu – quanto per lo spirito che ha attraversata la serata celebrata lunedì in un ristorante della Capitale. Insomma, la Roma «c’era» davvero, al netto delle assenze (giustificate) di Manolas, Iago Falque e Digne. Il tutto «made in Daniele De Rossi», visto che l’artefice dell’organizzazione è stato proprio il centrocampista giallorosso, che ha voluto festeggiare con i compagni di squadra il suo matrimonio natalizio con Sarah Felberbaum, celebrato quasi di nascosto (si fa per dire) alle Maldive.

BRINDISI E SCUSE – Non è un caso che, fra brindisi e battute scherzosamente «osé», De Rossi abbia chiesto scusa al gruppo per non aver detto nulla del proposito che ha santificato le sue vacanze, ma il «perdono» è arrivato subito, anche perché il virtuale «padrone di casa» si è detto convinto che «il 2016 sarà un grande anno».

RISCHIO INFILTRAZIONI – Ma quelli riservati ai colleghi forse sono stati gli unici sorrisi che De Rossi ha partorito negli ultimi due giorni, visto che dal punto di vista fisico è in sofferenza. Un colpo ricevuto alla caviglia destra, infatti, lo mette a rischio per la trasferta di Verona contro il Chievo. Ma l’azzurro farà di tutto per stringere i denti ed esserci perché, una volta che sono state escluse lesioni, è possibile che con una bendatura stretta e un’infiltrazione l’azzurro possa farcela.

CAMBIO MODULO – Ce ne sarebbe davvero bisogno, perché il centrocampo è ridotto ai minimi termini. Alle assenze per squalifica di Pjanic e Nainggolan, infatti, si aggiungerà anche quella di Keita, che ha accusato un nuovo problema al polpaccio destro. Insomma, l’unico senza problemi del reparto al momento è Vainqueur, e allora di sicuro uno tra Florenzi e Iago Falque dovrà giocare nella zona centrale del campo, e così toccherà a Garcia decidere se modificare il 4-3-3 di base in un 4-2-3-1 o addirittura nel più robusto 4-4-2.

ECCO H’MAIDAT – Se il presente raccoglie stati d’ansia, com’è suo costume Sabatini pensa al futuro e così viene dato per fatto l’arrivo a giugno di Ismail H’Maidat, centrocampista marocchino (ma nato in Olanda) del Brescia. Il club lombardo vorrebbe tenerlo fino al termine della stagione, ma radio mercato sussurra che, la scuderia Raiola che lo gestisce, gradirebbe fosse prestato al Pescara. In ogni caso, tutte cose che alla Roma per il momento toccano solo di riflesso, a differenza dell’emergenza a centrocampo, quella davvero attualissima.

TUTTI CON GARCIA – Inutile dire quanto sia delicata la situazione in casa giallorossa, visto che in tutto il periodo delle vacanze natalizie — nonostante il bombardamento mediatico che voleva Garcia ad un passo dall’esonero (con relativi contatti con altri allenatori) — non ci sia stata nessuna presa di posizione ufficiale della società a sostegno dell’allenatore. Con queste premesse, è facile pensare come una sconfitta a Verona potrebbe risultare fatale al tecnico francese, anche se l’immediatezza del match successivo contro il Milan (in programma sabato) potrebbe congelarlo ulteriormente. Detto tutto questo, dallo spogliatoio giallorosso filtra chiaro il messaggio che la squadra crede ancora in Garcia e di questo ieri si è fatto portavoce anche Szczesny: «È la persona giusta al 100%». Tra un brindisi e l’altro, chissà se se lo siano sussurrato anche a tavola.