Il Tornatora

Il Romanista – Nati in centro, ritorno alle origini

di Redazione

A portare la Roma a Trigoria, è universalmente noto, è stata una grande intuizione di Gaetano Anzalone, un’intuizione che ha fatto soffrire non poco Dino Viola, che non voleva abbandonare il Circo Massimo, tanto che il suo grande amico Vincenzo Malagò, lo prendeva bonariamente in giro: «Dino, ma che t’importa? Dai che prendi il raccordo e ci metti un attimo ad arrivare a Trigoria».
Il fatto è che Dino Viola, di andare a Trigoria, è questa la verità, non aveva alcuna voglia, perché vedeva il Centro Sportivo come una sorta di cattedrale nel deserto, dai costi di gestione altissimi, che avrebbe rappresentato una tremenda palla al piede per il Club. In breve, quel giudizio venne ad essere modificato. Viola si rese conto che Trigoria per l’A.S. Roma sarebbe stato un grandioso investimento e una casa indispensabile. Nonostante questo, il presidente Viola coltivò sempre il sogno di riportare degli Uffici del Club nel centro cittadino. Nell’estate del 1987, quando il Circo Massimo funzionava ancora come biglietteria, Viola, varando il Roma Club Campo Testaccio (del quale inizialmente figurava come presidente), palesò il suo obiettivo di riportare degli uffici dell’A.S. Roma proprio nel quartiere dell’anfora.
I problemi enormi nati per i lavori d’Italia 90 che privarono il Club dello Stadio Olimpico e in seguito il precipitare delle sue condizioni di salute, impedirono al senatore di Viola di perseguire quell’obiettivo. Anche Franco Sensi, quando nel 2000 partecipò all’inaugurazione del campo del Testaccio (dove oggi sorge un parcheggio), illustrò l’obiettivo di reperire proprio in quell’area un locale di rappresentanza per l’A.S. Roma. Era, in fondo, il desiderio di riprendere il filo interrotto di un discorso che per la Roma ha radici profondissime. La Lupa è nata a Via Forlì, a quattro passi dalla prima Università di Roma. Ha avuto sedi sociali a Via degli Uffici del Vicario, a Via della Passeggiata di Ripetta, a Via del Tritone, Via del Quirinale e a Via Lucrezio Caro. Insomma dire che stiamo parlando del centro di Roma è poco. Se poi, effettivamente, il luogo preposto sarà lo Stadio Olimpico (il sottoscritto, lo confesso, fa il tifo per Testaccio), anche da questo versante ci si potrà rifare ad illustri precedenti.
Lo Stadio Olimpico, in almeno tre occasioni, a partire dagli anni 70, è infatti stato indicato come sede per l’apertura di un Museo della Storia dell’A.S. Roma. Quel che è certo, è che i tifosi, che pure hanno sempre trovato il modo di frequentare Trigoria, avranno una maggiore possibilità di rapportarsi con il cuore operativo del Club. Potranno riviversi, le scene che sono state d’attualità per decine di anni, di folle di sostenitori giallorossi appostati per una delle vie del Centro di Roma, in attesa che dalla sede, il dirigente di turno annunciasse l’acquisto di un grande calciatore o di un tecnico. Una notizia da accogliere con soddisfazione, anche perché, non comporterà in nessun modo l’ammainabandiera di Trigoria.
Il Romanista – Massimo Izzi