Roma, ora sorridi: il timido Robin è diventato Batman

Essere il portiere della Roma è un mestiere da supereroi e così non deve sorprendere se Robin Olsen adesso venga chiamato all’impresa ovunque possa. L’ultima missione del numero uno è stata quella di disinnescare l’attacco della Russia e ci è riuscito con una parata condivisa anche dal Tweet della UEFA. Olsen è nel giro della nazionale dal 2015 ed ha accumulato 25 presenze subendo 19 gol ed in 15 partite non ne ha subito nemmeno uno. Raccogliere l’eredità di Alisson, come riporta La Gazzetta dello Sport, non è statao affatto facile e Monchi ne parlò così: “L’unico problema di Robin è che è venuto dopo Alisson, ma non bisogna dimenticare che un anno fa, prima di scoprire le qualità del brasiliano, tanti rimpiangevano Szczesny“. La notte di Madrid, anche se la Roma ha perso, ha messo in mostra le qualità di Olsen che è stato di gran lunga il migliore in campo. C’è anche il merito di Savorani che ha accelerato la sua scolarizzazione in Serie A e nel gioco di Eusebio Di Francesco. Il tutto si sintetizza con: posizionamento «alto» per accorciare lo spazio con la linea difensiva e non dare spazio agli attaccanti di cercare la profondità ed efficace gioco di piedi.

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