Roma, ora la difesa va a ripetizione dal prof Spalletti

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La Gazzetta dello Sport (C.Zucchelli) – Atene stavolta piange, Sparta invece ride. Se a Luciano Spalletti la Grecia piaccia non è dato sapere, però la realtà questa è: del lavoro del tecnico hanno beneficiato attacco (migliorato rispetto al passato, pure senza il classico centravanti decisivo come nelle intenzioni doveva essere Dzeko) e il centrocampo (basti pensare all’esplosione sottoporta di Nainggolan, che ha realizzato il suo record di marcature), mentre la difesa non è riuscita a fare il salto di qualità. Non è tanto un problema di uomini – Digne è cresciuto, Rüdiger ancora di più –, e forse neanche di reparto in sé: è la fase difensiva della squadra ad essere ancora carente. E Spalletti questo lo sa.

LAVORO SPECIFICO – Da sempre Daniele Baldini, con Marco Domenichini in seconda battuta, è l’uomo deputato da Spalletti ad occuparsi del reparto. Con la Roma, per certi versi, ha dovuto ricominciare da zero, basti pensare che nei primi giorni di lavoro facevano il giro del web le immagini di lui che spiegava ai difensori la postura del corpo, oppure i movimenti da fare tutti insieme. In partitella spesso i terzini titolari giocano nella squadra riserve per affrontare i centrali che, di solito, li affiancano, mentre nelle esercitazioni sono invece tutti compatti, Spalletti guarda e prende nota. Dei miglioramenti li vede, ma vede anche che la Roma è una squadra che subisce ancora troppo: 22 reti in 19 partite con Garcia, 18 in 18 con il toscano, qualcosa si è mosso, ma non è ancora abbastanza.

BRUTTA MEDIA – Una rete incassata ogni 90’ è decisamente troppo per una squadra che punta a vincere il campionato, la porta della Roma è città aperta con troppa frequenza, nonostante un portiere come Szczesny spesso autore di parate decisive. «Lui vorrebbe restare a Roma», ha ribadito qualche giorno fa Boniek, confermando come il portiere polacco stia facendo di tutto per giocare in giallorosso ancora un’altra stagione. In prestito, s’intende, perché poi il cuore batte sempre per l’Arsenal. La prossima settimana è atteso Alisson per visite e firma, Szczesny è convinto di potersela giocare senza problemi, intanto organizza le nozze italiane per sabato 21, con i media polacchi che non stanno nella pelle per quello che si annuncia come uno degli eventi rosa dell’estate. Dopo Europei e luna di miele, se sarà di nuovo romanista è tutto da vedere, ma è in buona compagnia. Digne, un altro che sta facendo di tutto per restare, ha fatto parte del giro di campo dopo Roma-­Chievo in braccio a Strootman e vorrebbe replicare anche la prossima stagione, Florenzi resterà ma anche nel suo caso va valutato con quale ruolo (di certo in Francia con Conte non giocherà terzino destro), Maicon è ai saluti, Castan un’enorme incognita, Manolas e Rüdiger una coppia che sta migliorando tanto – soprattutto il tedesco, ormai sempre più leader – ma che le infinite vie del mercato potrebbero dividere. A Spalletti dispiacerebbe, convinto com’è che lavorando con loro dall’inizio la Roma avrebbe molte più certezze e loro molta più affinità, ma il gatto maculato è sempre in agguato e potrebbe aggirarsi proprio a casa di Rüdiger. E allora bisognerebbe ricominciare quasi da capo, con una certezza: sarà difficile fare peggio delle 40 reti, solo in campionato, incassate in questa stagione.

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