Roma malata e senza difesa

di Redazione

Solita chance sprecata. Ma, a 10 partite dal traguardo, il flop in Emilia può risultare decisivo. Cambia l’allenatore, non il risultato: la Roma, irriconoscibile e fiacca, perde con la Spal anche al ritorno. Questa sconfitta rischia di chiudere in anticipo la corsa Champions. Il Milan e l’Inter, in attesa del derby, restano avanti rispettivamente di 3 e 4 punti. Il 4° posto, insomma, si allontana. Semplici prepara meglio la sfida e va all’incasso. La superiorità numerica a centrocampo, con il 3-5-2, garantisce più possesso palla. Ne approfittano il play Missiroli e gli intermedi Murgia e Kurtic. All’assalto vanno Lazzari e Faraes. Nzonzi e Cristante soffrono nettamente l’inferiorità numerica in mezzo al campo. La formula con il doppio centravanti Dzeko-Schick fa cilecca. La Roma ieri al Mazza è arrivata a subire 58 gol in 38 partite. Come riporta Il Messaggero, i giallorossi hanno regalato per l’ennesima volta mezza partita. La formazione iniziale è sbagliata, la 38ª diversa in 38 match: Jesus non è adatto per Lazzari, El Shaarawy per aiutarlo si allontana dalla porta avversaria e Kluivert da esterno corre a vuoto. Ranieri, dopo l’intervallo, inserisce Zaniolo e Perotti, sembra andar meglio visto che dopo 8 minuti proprio l’argentino realizza il pareggio su rigore. Nel finale però ecco di nuovo lo zampino di Rocchi: Jesus atterra Petagna, l’arbitro assegna il rigore e il Var, odiato dal pubblico di Ferrara, conferma la decisione poco convincente dell’arbitro. Petagna quindi realizza per il nuovo vantaggio della Spal, Viviano negli ultimi minuti salva su Dzeko. La Spal vince in casa dopo 6 mesi e vede la salvezza, la Roma esce di scena. Lasciati 16 punti a chi lotta per non retrocedere.