Il Tornatora

Repubblica.it – “Al derby senza paura può essere la svolta”

di Redazione

Teso, come chi sa che la partita di domenica potrebbe fornire l’identikit finale della stagione della sua Roma. Luis Enrique però al peggio non pensa e, senza preoccuparsi di contraddire pensieri e parole del ds Sabatini, lancia un avviso, alla propria squadra prima che agli avversari: “Non deve esistere la paura”.
“NESSUNA PAURA, STUDIAMO COME FAR MALE ALLA LAZIO” – Che abbia annusato un certo timore da parte dei suoi giocatori, Luis? Difficile, anche perché non fa mistero di quali siano stati i propositi del suo lavoro in questi giorni: “Per tutta la settimana ho pensato solo a come fare male alla Lazio”. Quasi un remake dello striscione con cui i tifosi avevano accolto la squadra a Trigoria: “Famoje male”. In fondo, anche l’integralismo tattico di Luis, anche la sua intransigenza etica, deve inchinarsi di fronte a una sfida diversa da tutte le altre: il derby è una partita unica, stimolante, e la squadra è prontissima per domani, in un derby anche gli infortunati sono prontissimi”, ammette orgoglioso. Costretto ad ammettere, poi, come la ricetta per vincere passi anche per la razionalizzazione dell’evento: “Questa partita si gioca con il cuore e la passione, ma controllando testa ed emozioni”. Emozioni: le stesse che hanno spinto un dirigente “inquieto” come Sabatini a sbilanciarsi dicendo di avere “moderatamente paura” di questa partita. Idea rigettata dall’asturiano: “La paura non deve esistere – spiega – conosciamo le difficoltà ma sono ottimista e fiducioso. In questa stagione la Roma può arrivare terza o settima, ma domani può essere la gara della svolta. Perché è un derby, ma anche perché la Lazio è un avversario diretto per al Champions League o la Uefa”. Una gara fondamentale, allora. “Ma non è la più importante della mia carriera”. Perdere, però, porterebbe la Roma a dieci punti dal terzo posto: “Ma questa è un’ipotesi, se vinciamo andiamo a meno quattro. E poi vediamo cosa succede, io mi prendo le mie responsabilità”.
“AVANTI CON LE MIE IDEE” – Responsabilità non ha paura di prendersene neanche sul caso De Rossi. L’esclusione del regista a Bergamo ha continuato a far discutere per tutta la settimana. Luis non torna indietro, anzi: “Per diventare una squadra campione i dettagli sono importantissimi. I calciatori hanno una mentalità individuale, pensano prima a se stessi e poi alla squadra. L’allenatore pensa all’opposto, deve pensare al gruppo. Quando sono arrivato ho chiesto solo il rispetto di due regole e nessuno mi ha detto di no. Se adesso sbaglio, sbaglio con la coerenza delle mie idee”. Idee che però non hanno pregiudicato la fiducia dell’ambiente, almeno a sentire il tecnico: “Quando giro per strada, anche se giro poco, sento solo cose buone”. Anche per questo si affida ai tifosi anche in vista di domani: “Contro la Lazio giochiamo in casa e tre quarti dello stadio tiferà per noi. Questo è importante per la fiducia”.
DUBBIO BOJAN-LAMELA, INCOGNITA A CENTROCAMPO – Fiducia che però dovrà scontrarsi con le solite assenze pesanti. Ma se l’assenza di Osvaldo, che priverà la Roma del suo miglior giocatore del girone di andata, non sembra spaventare troppo grazie all’esplosione di Borini, al ritorno di Totti dal primo minuto e alla possibilità di scegliere tra Lamela e un Bojan dimenticato da troppo tempo in naftalina, più difficile sembra sostituire l’altro squalificato, Gago. Con De Rossi che, ritardi permettendo, tornerà al centro della mediana romanista, e un affaticato Pjanic al suo fianco, si giocano una maglia Simplicio, Marquinho e Greco, con l’incognita Perrotta. Il centrocampista manca in campo dal primo minuto addirittura dal 4 dicembre a Firenze. Difficile che Luis possa rivedere tre mesi di convizioni nella notte che potrebbe scrivere senza troppi margini di replica l’esito della stagione romanista. “Ma io i conti li faccio alla fine”, continua a ripetere il tecnico. L’esito del match di domani potrebbe già dirgli di che tipo di responsabilità si tratti.
Repubblica.it – Matteo Pinci