Gazzetta dello Sport – Burdisso, ancora lui. Bojan finalmente lui: “Stiamo arrivando”

Burdisso al centro della difesa, Perrotta spostato quasi subito nella ripresa a terzino destro, sullo stile-Luis Enrique. A qualcuno, diciamocela tutta, a Riscone sono venuti anche i brividi. Ed invece, a fugare tutti i dubbi ci ha pensato lo stesso Zeman a fine gara. «Pizarro? Punto su De Rossi e Tachtsidis. Heinze era in campo perché avevo solo quattro difensori, tanto che quando Rosi non ce la faceva più, ho dovuto spostare lì Perrotta».

Niente deja vù Ed allora, nessun viaggio nel passato, anche se Pizarro non è andato poi male ed Heinze ha giocato una discreta partita. Ma gli avversari, il Turnu Severin, erano modesti, anche se sicuramente con i giri del motore più rodati. «Da mediano oggi ho solo Verre, che aveva avuto anche qualche problema — continua il boemo —. Lì aspetto De Rossi e Tachtsidis, che è uno bravo». Davanti, invece, il boemo di scelte ne ha tante, nonostante la partenza di Borini ed in attesa del nuovo attaccante. Tra queste, c’è sicuramente Bojan, che anche ieri ha espresso lampi di classe. «Sono soddisfatto di quanto fatto, anche se ho sbagliato un gol che non dovevo sbagliare — dice lo spagnolo —. Le gambe sono ancora pesanti, ma queste partite servono a prendere il ritmo e a capire cosa vuole il mister. Il gioco di Zeman è il mio gioco, quello che ho sempre fatto. Troppe responsabilità? Non scherziamo. A me piace giocare e divertirmi, facendo il massimo per la Roma».

Il Bandito – Il massimo, invece, dovrà farlo anche la Roma per se stessa, mettendo mano in maniera netta alla difesa. Juan oramai non c’è più, José Angel non sembra più neanche un giocatore per la fatica e per quanta poca sicurezza ha in se stesso, Dodò non è ancora pronto e resterà ai box per un po’. Ed allora, per fortuna che c’è un Nicolas Burdisso sempre più vicino al campo e lontano (con la testa) all’infortunio di otto mesi fa. «Prima della partita dicevo ai fisioterapisti che facevo fatica a saltare — dice l’argentino, che ha aperto le danze con un gol di testa —. Il risultato è secondario, l’importante è che si inizia a vedere una squadra con un lavoro. Stiamo faticando da matti, ma siamo felici e questi sforzi ci aiutano anche a fare gruppo e ad essere più forti di testa».

Numero uno – Ma in questa Roma, chi giocherà in porta? Ieri Lobont e Stekelenburg si sono alternati, con il romeno che sa già cosa vuole Zeman (ha giocato da libero aggiunto, quasi sempre a 20 metri dalla porta) e l’olandese che deve ancora capire un po’ tutto. «Per ora tra i due non c’è un titolare», dice Zeman a fine gara. E questa è già una notizia, con Lobont che si gusta quantomeno l’imprevedibilità delle parole del boemo. «Il mister mi vuole così, alto. In campo siamo in 11 e dobbiamo partecipare tutti alla manovra. Questo è il calcio nuovo, quello che si gioca negli ultimi anni». Chissà che le sorprese non siano davvero dietro l’angolo…

Gazzetta dello Sport – Andrea Pugliese

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