CORRIERE DELLO SPORT (Giorgio Marota) – Il tempo è denaro solo quando hai l’età giusta per aspettare. Una specialità in cui spicca Daniele Ghilardi, il ragazzo che mandò su tutte le furie Gasperini per aver sbagliato dei movimenti – e forse anche l’atteggiamento – e che pagò quella superficialità con undici panchine consecutive nelle prime undici gare della stagione. Per dirla con le parole di Pisilli, l’altro giovane cresciuto a pane ed esclusioni prima di prendersi il suo spazio a centrocampo, “stare fuori non è mai tempo perso, perché anche quando non vai in campo la domenica hai tutta una settimana per cercare di migliorare e convincere l’allenatore”.

Ghilardi ha fatto lo stesso, accontentandosi di qualche spezzone qua e là e poi dimostrando di essere all’altezza della miglior difesa dei primi cinque campionati d’Europa quando ne ha avuto la possibilità. Il centrale che la Roma in estate ha prelevato dal Verona per circa 10,5 milioni tra prestito e obbligo di riscatto, ha giocato le ultime sei partite da titolare tra campionato e coppe. In riferimento alla sola Serie A, la Roma in questo periodo ha subito solo la rete di De Winter contro il Milan. Nei giorni scorsi Ghilardi si era preso anche i complimenti di Aldair: “Prestazioni solide e personalità. Quando giochi con questa tranquillità fai la differenza”.

Nonostante tanti cambiamenti causati da contrattempi di vario genere, la formazione giallorossa continua ad avere un rendimento impressionante difensivamente parlando. Svilar in questa stagione ha infatti già collezionato 13 clean sheet, dieci dei quali in campionato, dove la Roma ha subito appena 13 reti in 22 partite. “Il livello è altissimo – ha spiegato Mancini, uno dei leader del reparto – Su Ghilardi, ho sempre detto che avrà un grandissimo futuro”. Oltre al ragazzo nato a Lucca, Gasperini si sta godendo pure i progressi di Ziolkowski, che in Polonia hanno appena eletto “calciatore rivelazione dell’anno”. Giovedì scorso contro lo Stoccarda, Jan è stato magistrale nel marcare Undav durante i primi 45′. Anche se gli manca un po’ di continuità. Nel frattempo, N’Dicka è già tornato ai livelli abituali di eccellenza dopo la Coppa d’Africa.