Il Romanista – In tribuna il tifo di DiBenedetto

È il giorno di DiBenedetto. Anzi, è la notte di DiBenedetto. Questa sera sarà a Torino, allo Juventus Stadium, per seguire la sua Roma. Con lui non ci saranno James Pallotta, e nemmeno il vicepresidente Tacopina, che tornerà nella Capitale venerdì e domenica sarà all’Olimpico per Roma-Bologna.  Il bello è che qualcuno si è stupito. «Ma come, torna DiBenedetto?». Come se fosse anomalo che il presidente di una società si faccia vedere. Peraltro, la presenza di MrTom è legata a un’Assemblea degli azionisti (il 30 gennaio) di importanza strategica per la Roma. Lunedì sarà deliberata la prima ricapitalizzazione della new era. In realtà, si dovrebbe trattare solo (si fa per dire) della prima tranche. Subito 50 milioni e più avanti, si dice entro fine anno, altri 30. Serviranno a ridurre il passivo di circa 30 milioni registrato nel bilancio consolidato chiuso al 30 giugno 2011. L’intenzione della proprietà, partecipata per il 60% dalla cordata americana e per il 40% da Unicredit, è però quella di rafforzare il patrimonio del club e rendere la squadra più competitiva. Perché è soprattutto così che si potranno incrementare i ricavi, fondamentale variabile da cui dipende il futuro del club.

Attualmente, sul bilancio della Roma pesa uno strabordante costo del lavoro. Parliamo di circa 80 milioni di euro l’anno solo di ingaggi. Una somma esagerata considerata l’inevitabile flessione dei ricavi cui la società dovrà fare i conti nel prossimo esercizio. Un calo fisiologico dovuto essenzialmente alla mancata partecipazione alla Champions League. Ecco perché è probabile, anzi quasi scontato, che saranno necessarie altre ricapitalizzazioni. E vincere non consentirà al club solo di prendere parte a una competizione decisamente più ricca dell’Europa League, ma porterà anche più spettatori allo stadio e incrementerà il giro d’affari legato a marketing e merchandising. Un settore, questo, su cui gli americani stanno lavorando da mesi. Shergul Arshad, direttore Digital Business, ha annunciato ieri un «nuovo prodotto di gioco digitale molto “cool” (fico, ndr) con uno sponsor della Roma». Si chiama “Dream League Soccer” ed è una sorta di fantacalcio versione romanista. Per comunicarlo, Arshad ha scelto non a caso Twitter. I social network sono il cavallo di battaglia di questa società, di questa new era, di cui DiBenedetto si è fatto pioniere. Bentornato, Mr Tom.
Il Romanista – Daniele Galli

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