Roma & Di Francesco. I tre giorni per dirsi addio

«Aspettiamo mercoledì». È quanto trapela off record dall’incontro andato in scena sabato sera, nel post-derby, tra la dirigenza giallorossa (Baldissoni, Monchi, Balzaretti, Fienga, Massara e Totti). Colloqui proseguiti anche nella giornata di ieri che non cambiano la situazione: Di Francesco è nuovamente in bilico. La gara di Oporto è la ciambella alla quale aggrapparsi per tenersi stretto la Roma. Almeno sino a fine stagione. Poi le strade dovrebbero comunque separarsi, il rapporto è ormai logoro. Come riporta Il Messaggero, c’è una frase, pronunciata nel post-derby da De Rossi, che fa intendere perché in caso di eliminazione dalla Champions la Roma è pronta a cambiare: «Dobbiamo preparare al meglio la prossima partita e passare il turno in Champions, così che anche la nostra testa possa cambiare la visione di questa stagione». Il timore della dirigenza è proprio questo. L’Europa è il collante che tiene in piedi il gruppo. Senza, il rischio di naufragare in campionato e perdere il quarto posto è ritenuto altissimo. Per questo motivo, anche se la volontà del club sarebbe quella di arrivare a fine maggio e poi attuare l’ennesima rivoluzione, sono stati riallacciati i rapporti con Paulo Sousa. Il portoghese è vicinissimo a firmare con il Bordeaux, ma s’è preso però tre giorni di tempo, sino a mercoledì (atteso al Do Dragao per assistere al match della Roma). Tempistica che non può essere un caso. Il problema è contrattuale: Sousa è restio a subordinare l’accordo, con durata sino al 2020, al quarto posto in campionato. Ipotesi che, pur di rientrare in grande stile in serie A, sarebbero disposti ad accettare Donadoni e Panucci.

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