Leggo (L.Loiacono) – Lui, l’assessore all’urbanistica, le dà dell’inadeguata e impreparata. Lei, la sindaca Raggi, va su tutte le furie e chiede una smentita. Così lui, dopo aver accusato ed offeso il giornalista che aveva riportato l’intervista, si scusa e rassegna le dimissioni. Il lieto fine, dopo una giornata di fuoco, arriva nel pomeriggio con la Raggi che, di fronte a un Movimento 5 Stelle ormai esasperato da non pochi malumori al suo interno, le respinge. Ma con riserva. Intanto però in Campidoglio esplode la polemica tra maggioranza e opposizione. E così, mentre la Raggi chiedeva spiegazioni a Berdini, fuori era tutto un rincorrersi di indiscrezioni. «Si tratta di esternazioni prive di fondamento – ha commentato Enrico Stefano, presidente della commissione mobilità – giacché Virginia è assolutamente all’altezza della situazione e lo ha dimostrato».

Ma dalla Camera, dove rimbalzava la notizia delle ennesime dimissioni a Roma, la vice-presidente del gruppo Pd alla Camera, Alessia Morani, twittava: «Era impreparata alle dimissioni e si riserva #lecomiche». Di «buffonata» parla anche il deputato Pd, Marco Miccoli: «La telenovela di infimo livello Raggi-Berdini: “mi dimetto ma te respingi le mie dimissioni”, è una vera e propria buffonata. Pensassero a governare, se sono capaci, e non a fare questo teatrino. Roma affonda e loro fanno i giochini». Ironico il commento di Francesco Storace, leader della Destra, che riferendosi alla polizza della Sindaca ricevuta, a sua insaputa, da parte di Salvatore Romeo: «Berdini se ne va. Anzi no, la Raggi dice aspetta. Se vanno via entrambi, li assicuro». E c’è chi, in queste dinamiche di palazzo, ritrova manovre già viste: «Tra il Sindaco Raggi e l’assessore (ex?) Berdini – spiega Giovanni Zannola del Pd romano – stiamo assistendo ad un teatrino tipico della Prima Repubblica. Tra dimissioni offerte e respinte con riserva quello che va in scena in Campidoglio è una buffonata che stona con quella ventata di antipolitica promessa da Beppe Grillo e dal M5S che a Roma stanno invece replicando antichi vizi della peggiore politica italiana».