I sessant’anni di Voeller, il bomber all'”opposizione”

La Gazzetta dello Sport (P. Archetti) – Rudi Voeller ha compiuto ieri 60 anni e negli anniversari, soprattutto quelli tondi, piovono celebrazioni, ricordi e complimenti. Critiche e cattiverie si tengono per i giorni normali, che poi è tutto il resto dell’anno, della vita. Ma nel caso del personaggio tedesco, viene sempre sottolineata la sua dimensione di idolo, perpetrata nel tempo. Il sentimento positivo che nasce nei confronti di Voeller deriva dal fatto che ha sempre giocato in squadre di opposizione. Dove ti vogliono bene anche se non copri con i trofei la foto ufficiale, dove spargono passione anche in una finale persa. Da ragazzo è passato da Monaco, ma non al Bayern: al 1860. In Bundesliga è stato portato dal Werder Brema, non dalla super potenza bavarese. In Italia poteva finire al Milan, già dal 1984. Ma rimanda il viaggio. Viene nel 1987, preso dalla Roma. Non è una squadra di governo, nonostante i tanti politici tifosi. Anche il suo rapporto con l’Italia, se non con i romanisti, sarebbe sbiadito, perché il successo continuo fa nascere invidia e sovraesposizione. Invece Rudi è rimasto all’opposizione. Si gode Roma quando ci torna spesso con la moglie e la coppia ha intenzione di viverci per buona parte dall’anno 2022, quando scadrà il suo contratto con il Leverkusen.

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