
La Gazzetta dello Sport (M.Cecchini) – Scomodo, scaramantico, sereno. Radja Nainggolan si siede sulla poltrona della conferenza lamentandone innanzitutto la poca comodità. È l’unica (sorridente) ombra che attraversa il suo viso. Per il resto – trattato il suo possibile approdo al Chelsea con grande sufficienza («io la mia scelta l’avevo già fatta») – il centrocampista della Roma si esercita con prudenza sia sulle previsioni per l’attuale stagione,sia sulla «normalità» a cui il nuovo ruolo lo avrebbe costretto. E allora cominciamo da qui.
LUI E IGOL – «Adesso faccio più lavoro sporco – dice – impegnandomi di più in fase difensiva. Visto i complimenti che arrivano su questo fronte, è segno che allora sto facendo bene. I gol arriveranno, non ho questa smania. Certo, possiamo fare meglio che vincere 1-0; se hai solo un gol di vantaggio potresti anche pagarlo prima o poi, ma se ho la certezza di vincere me ne prendo anche trenta di risultati così. Sappiamo di avere grandi margini di crescita, ma in questo momento, però, l’importante è avere consapevolezza di ciò che stiamo facendo».
IL TESORETTO – Una consapevolezza che prenderebbe il volo se stasera la Roma battesse il Chelsea. A quel punto basterebbe superare il Qarabag nell’ultima partita del girone per assicurarsi il passaggio del turno e il relativo assegno di circa 10 milioni. «Vincendo faremmo un bel passo avanti per la qualificazione. I risultati ultimamente sono positivi, ma possiamo fare meglio. Non so se, dopo la bella gara di Londra, stavolta sarà più difficile. Sappiamo che possono recuperare dei giocatori e ultimamente sono tornati a fare risultati positivi. Bisogna sempre rispettare l’avversario, stiamo parlando di una grande squadra (a proposito, Nainggolan è andato nel ritiro del Chelsea per salutare Courtois, Hazard e Batshuayi, suoi compagni in nazionale ndr). Ce la dobbiamo giocare. Siamo in casa, spero che ci sarà lo stadio pieno».
CARICA 50 MILA – In effetti, rivedere l’Olimpico con oltre cinquantamila spettatori – di cui duemila inglesi – fa ricordare le notti magiche europee. «Sarà una bella partita – dice il centrocampista –. Ma d’altronde, che si tratti del Chelsea o altre grandi squadre, è sempre bello giocare match del genere».
SCARAMANZIE – Quando allarga il discorso sulla stagione, però, Nainggolan fa capire di avere acquistato l’esperienza che occorre per evitare proclami. «Negli anni passati si è sempre parlato di Roma da scudetto, quindi facciamo che quest’anno non diciamo niente e magari arriverà qualcosa di importante, altrimenti stiamo sempre a dire le cose al contrario. Ogni anno abbiamo avuto una squadra forte, ma il campionato quest’anno è diverso. Si sono rafforzate tanti altri club, c’è un po’ più equilibrio. La mia impressione è che qualsiasi squadra con cui ho giocato qui a Roma era competitiva, ma abbiamo sbagliato qualche partita, altrimenti avremmo parlato di altre cose. Quest’anno la squadra è forte, però lo era anche l’anno scorso. Vedremo alla fine dove possiamo arrivare. Sono sempre i risultati che parlano. In fondo siamo ancora all’inizio della stagione e la strada è molto lunga».
LUI E IL TURNOVER – Proprio per evitare gli stress di una stagione potenzialmente lunga, Di Francesco contro il Bologna lo ha tenuto a riposo. «Ogni giocatore vorrebbe giocare tutte le partite. Penso sia normale altrimenti non faresti il calciatore. Per arrivare agli obiettivi, comunque, è anche giusto riposarsi ogni tanto perché altri possono star meglio. In questo momento stiamo ruotando un po’ e i risultati ci sono, perciò credo faccia soltanto bene alla squadra». Morale: respinti tutti i complottisti che a inizio stagione lo volevano non entusiasta dell’allenatore. Meglio così. Contro il Chelsea non ci sarà spazio per fratture.



