Roma vs Borussia Dortmund, la ricchezza è nei giovani

Da Reus ad Haaland i tedeschi comandano. Nella Capitale brusca la frenata nel passaggio Sabatini-Monchi

di Redazione

Pagine Romaniste (Y.Oggiano) – Roma e Dortmund sono distanti 1.449,7 km, ma la Roma e il Borussia sono più vicine che mai. Non c’entrano i risultati ottenuti negli ultimi anni, che comunque parlerebbero tedesco, ma bensì le politiche delle due società che si basano sui giovani, magari spendendoci tanti soldi sopra, e il bel calcio che ogni anno gli allenatori che siedono sulle panchine dell’Olimpico e del Signal Iduna Park cercano di attuare. I giallorossi, però, hanno mostrato due facce della medaglia: la prima con Sabatini in cui quasi ogni colpo era sintomo di garanzia, la seconda con Monchi che ha preteso troppo dalle casse della società andando a spendere anche 40 milioni per Schick. I tedeschi, invece, sono stati molto lineari nella loro storia e il trend non sembra essere cambiato.

I “VECCHI” GIOVANI

La ricerca dei giovani del Borussia Dortmund parte da lontano, lontanissimo, dagli anni 70 con Mirko Votava, mediano classe 1956 che è nato e cresciuto nella Renania settentrionale prima di intraprendere un’altra avventura al Werder Brema. Nel tempo sono stati tanti i giocatori cresciuti con la maglia gialla cucita addosso e tra questi si può considerare una bandiera Marco Reus che non ha mai ceduto alle lusinghe del Bayern Monaco, come accaduto per il suo gemello del gol: Robert Lewandowski. Grandi amici, ma tanto diversi visto che il polacco ha abbandonato la barca a parametro zero. Di quel mitico Borussia Dortmund facevano anche parte Subotic, che ha lasciato la squadra due anni fa, Hummels, tornato a casa in estate dopo essere stato al Bayern Monaco, Schmelzer, che ha passato una vita nella Vestfalia, Sven Bender che allora era poco più di un ragazzino. Altri nomi di spicco sono Gundogan, Błaszczykowski, Großkreutz, Sahin e il capitano storico Kehl. Tutti hanno donato una vita sportiva, e anche di più, alla causa Borussia Dortmund. In panchina? La nascita di Jurgen Klopp. Chi più e chi meno questi giocatori poi sono andati a fare la fortuna di altre squadre portando un gruzzolo di grande quantità alla società tedesca. Per esempio da Hummels 38 milioni e da Gundogan altri 27.

LA POLITICA ROMA

Guardando in casa Roma i risultati coi giovani non cambiano, ma cambia la modalità di crescita e vendita. Negli ultimi anni sono saliti in pochi dalla “Cantera” giallorossa e molti sono venuti da altre squadre. Pagati poco come Marquinhos e Alisson, pagati una cifra consistente come Salah. Giocatori che hanno fatto la fortuna della squadra capitolina per massimo, però, uno o due anni. Il difensore brasiliano, dopo un’eccellente stagione con Zeman, è stato ceduto al PSG per 31,4 milioni di euro. Alisson ha fatto un anno di panchina con apparizioni in Europa League prima di sbocciare ed essere venduto al Liverpool per 62,5 milioni di euro più 10 di bonus. Lo stesso Salah, che ha alzato la Champions con i Reds, ha giocato nella Roma per appena due anni. Cifra della cessione? 42 milioni di euro più 8 di bonus. La Roma, al contrario del Borussia che guarda molto a casa sua, è stata brava a scovare in giro per il mondo questi calciatori che poi hanno generato preziose plusvalenze. Tra questi ci sono anche Benatia, Pjanic e Manolas.

LA NUOVA ERA

Nessuna delle due squadre ha abbandonato la pista giovani, anzi, ha rilanciato. Il Borussia Dortmund spicca con Haaland acquistato a gennaio per 20 milioni di euro più ricchissime commissioni. L’attaccante già vale più di 100 milioni. Poi c’è Sancho, clamoroso errore di mercato del Manchester City che l’ha lasciato partire da giovanissimo. Ora l’esterno inglese, che può tornare proprio alla corte di Guardiola, vale 130 milioni di euro. E ancora Zagadou, Hakimi, Brandt, Dahoud, Akanji fino alla stellina del 2002 Reyna che si è fatto già notare in Bundesliga. Non è da meno la Roma che magari non avrà quelle valutazioni monstre, ma che con Zaniolo dice nettamente la sua. La crescita del talento azzurro è stata fermata dall’infortunio al ginocchio, ma questa sosta forzata lo sta aiutando a non perdersi molto. Il suo valore è altissimo come lo è quello di Lorenzo Pellegrini sui cui pende, però, una clausola da 30 milioni di euro che andrà tolta col rinnovo. Da non sottovalutare ragazzi come Mancini, Diawara, Kluivert e Under che sul mercato sono appetibili da grandi club. Dalla Primavera, in attesa del salto di Riccardi, vogliono guadagnare spazio Calafiori e Bouah non appena rientrerà dall’infortunio.

Quello che spicca in casa Roma è il cambiamento con i vari direttori sportivi. Sabatini aveva cominciato con un preciso schema, sempre riuscito, soprattutto con i difensori centrali. Quando si è passati a Monchi la corsa giallorossa ha subito un brusco rallentamento e ora Petrachi, l’attuale diesse, ne sta pagando le conseguenze. L’ex Torino sta cercando di risolvere le falle create dal suo predecessore, ma come stiamo vedendo non è una cosa semplice, anche per gli ingaggi altissimi donati ai giocatori al momento della firma del contratto.