Robin nei guai: Olsen peggior portiere dell’era americana per media gol subiti, uno ogni 55’. Il solo Skorupski ha una percentuale inferiore di clean sheet

di Alessio Nardo

Pagine Romaniste (Alessio Nardo) – Il cambio è avvenuto. E presumibilmente (di certezze non ce ne possono mai essere nel calcio) sarà definitivo da qui a fine stagione. Antonio Mirante ha scalzato Robin Olsen. L’esperto guardiano ex Siena, Parma e Bologna ha preso possesso della porta giallorossa. Più rassicurante per i compagni, non più rinfrancati dalle prestazioni dello svedesone che ci fece fuori dal mondiale di Russia. Uno strano caso, anche perché i primi passi di Robin a Trigoria furono più che positivi. Ad inizio anno tante belle parate e sperticati elogi al preparatore Marco Savorani oltre che all’ormai ex direttore sportivo Monchi, capace secondo molti di mettere a disposizione di Eusebio Di Francesco un erede di Alisson più che dignitoso.

L’illusione è durata poco. Dopo un avvio confortante, come detto, sono arrivate le prestazioni incerte, gli errori, le goffaggini. Semplicemente, la crisi. Profonda e irreversibile. Della Roma e dello stesso Olsen, che non si è più ripreso, costringendo il “salvatore” Claudio Ranieri a compiere la scelta estrema, all’indomani dell’ennesimo pasticcio contro il Napoli che ha portato al provvisorio 1-2 di Dries Mertens. I numeri, nel complesso, non supportano Olsen, che tra gli 8 portieri acquistati durante l’era americana vanta la peggior media in riferimento ai gol subiti: 58 in 3180’ disputati, uno ogni 55 minuti. Persino Goicoechea (una rete al passivo ogni 57’) e Stekelenburg (un gol ogni 60’) seppero far meglio. Il migliore in questa classifica, a sorpresa, è Morgan De Sanctis con una rete incassata ogni 105 minuti (72 in 7541’). Seguono Alisson (uno ogni 87’) e Szczesny (uno ogni 76’).

L’abruzzese, oggi dirigente a stretto contatto con lo spogliatoio, è anche colui che vanta la maggior percentuale di gare chiuse con porta imbattuta: il 48%. Precisamente 40 su 84 giocate. Meglio persino del fenomenale brasiliano oggi titolare del Liverpool (26 clean sheet su 64 presenze, il 41%). Al 3° posto, abbastanza staccato dai primi due, c’è Wojciech Szczesny con 23 match conclusi senza prendere gol su 81 totali disputati in giallorosso (il 28%). Il peggiore, in questa graduatoria, è Lukas Skorupski, che ha saputo mantenere i pali immacolati soltanto 3 volte su 16 (19%) mentre Robin Olsen è riuscito a chiudere imbattuto 7 volte su 35. Ossia, nel 20% dei casi. E Mirante? Poche presenze effettive per prendere realmente in considerazione i suoi numeri: una rete incassata ogni 75 minuti (6 nell’arco di 450’) e un solo clean sheet su 5. Nella fattispecie, a Verona contro il Chievo.

Statistiche sugli 8 portieri acquistati durante l’era americana

MAARTEN STEKELENBURG
4688’ disputati, 78 gol subiti  =  uno ogni 60 minuti
55 presenze – 14 clean sheet (25%)

MAURO GOICOECHEA
1378’ disputati, 24 gol subiti = uno ogni 57 minuti
16 presenze – 4 clean sheet (25%)

MORGAN DE SANCTIS
7541’ disputati, 72 gol subiti  =  uno ogni 105 minuti
84 presenze – 40 clean sheet (48%)

LUKASZ SKORUPSKI
1470’ disputati, 21 gol subiti = uno ogni 70 minuti
16 presenze – 3 clean sheet (19%)

WOJCIECH SZCZESNY
7249’ disputati, 95 gol subiti = uno ogni 76 minuti
81 presenze – 23 clean sheet (28%)

ALISSON BECKER
5760’ disputati, 66 gol subiti = uno ogni 87 minuti
64 presenze – 26 clean sheet (41%)

ROBIN OLSEN
3180’ disputati, 58 gol subiti = uno ogni 55 minuti
35 presenze – 7 clean sheet (20%)

ANTONIO MIRANTE
450’
disputati, 6 gol subiti = uno ogni 75 minuti
5 presenze – 1 clean sheet (20%)