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Rissa e frasi razziste nel derby Lazio-Roma. La vittoria è giallorossa

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Rissa e frasi razziste nel derby Lazio-Roma. La vittoria è giallorossa

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Il Corriere della Sera (L.Valdiserri) – «Due anni fa Ruediger vendeva calzini e cinture, adesso fa il fenomeno». Lazio-Roma è finita da poco e il terzino biancoceleste Senad Lulic parla così ai microfoni di Mediaset Premium. Il derby capitolino, quello che costa 500mila euro per garantire l’ordine pubblico (e ieri allo stadio non è successo nulla), trova un altro modo per farsi pessima pubblicità. Continuiamo così, facciamoci del male. Nanni Moretti non pensava al calcio quando scrisse la famosa frase del film «Bianca», ma poche parole sono più adatte a descrivere questo duello rusticano che guasta gol ed emozioni, annacqua prodezze e strafalcioni, mortifica immeritatamente l’immagine di un’intera città che non è questo o non è solo questo. È lo stesso concetto che, più o meno, usa Luciano Spalletti durante la conferenza stampa del dopo-gara: «Le parole di Lulic? Si commentano da sole. Quando le leggerà, il problema sarà di chi le ha dette. Il derby può essere una partita bellissima, vorrei avere il video dell’entusiasmo dei nostri tifosi da quando partiamo da Trigoria fino a quando arriviamo allo stadio. E invece… Se si vogliono tenere le barriere allo stadio, continuiamo così. Ci faremo del male tutti».

Spalletti avrebbe voglia di parlare d’altro. La partita è finita 2-0 per la Roma, arrivata alla quinta vittoria (più due pareggi) dopo la finale di Coppa Italia vinta dalla Lazio, ultimo hurrà, il 26 maggio 2013 con gol di Lulic (non è un dettaglio). E invece si finisce sempre nel derby dei brutti sporchi e cattivi. Breve riassunto: 1) giovedì, a Formello, un capo ultrà tiene un discorso alla squadra. Il concetto è: per noi è una guerra etnica; 2) sabato a Trigoria partono cori «Noi odiamo la Lazio, uccidiamoli»; 3) Ruediger, intervistato alla vigilia dal Tempo, dice: «Non conosco la Lazio né il loro allenatore»; 4) Lulic se lo ricorda e fa commenti razzisti che possono costargli 10 giornate di squalifica dopo la sicura apertura di un’indagine federale; 5) durante la partita scoppia una rissa dopo il gol di Strootman: l’olandese butta dell’acqua verso Cataldi, che si sta scaldando a bordo campo, e il laziale lo afferra per la maglia da dietro. Ecco, andiamo avanti così… La Lazio, attraverso il suo responsabile della comunicazione, Arturo Diaconale, chiede civilmente scusa e prova a farlo fare anche a Lulic, che prima non va oltre a un «anche i bianchi vendono calzini» e poi si limita a un «forse a caldo si dicono cose che non andrebbero dette». Altro che stadio, le barriere più pericolose sono quelle dentro di noi.