Ricordi, lacrime e commozione: l’omaggio di Roma a Costanzo

La Gazzetta dello Sport (A. D’Urso) – Il suo pubblico. La sua gente. Quella “platea” che non ha mai smesso di seguire Maurizio Costanzo e molti di quei protagonisti che sul palco del suo show lo hanno accompagnato negli anni erano presenti anche ieri, in coda e in silenzio, nel giorno dell’ultimo saluto. L’omaggio al celebre giornalista morto venerdì all’età di 84 anni è andato in scena nella camera ardente allestita nella sala della Protomoteca in Campidoglio a Roma: proseguirà anche oggi, dalle 10 alle 18, prima dei funerali solenni, disposti dal ministero della Cultura e previsti per domani alle 15 nella Chiesa degli Artisti, in piazza del Popolo.

Ad accogliere il feretro di Costanzo sono stati i figli, il regista Saverio e la sceneggiatrice Camilla, con il sindaco Roberto Gualtieri, quindi sono arrivati i primi amici: Mara VenierFrancesco Rutelli e la moglie Barbara Palombelli, quindi Fiorello con la compagna. Poco dopo mezzogiorno ha fatto il suo ingresso in sala la moglie di Costanzo, Maria, accompagnata da Gabriele, figlio adottivo della coppia, raggiunti poi dall’attrice Giovanna Ralli e, intorno alle 14, dalla premier Giorgia Meloni, accolta dal sindaco.

L’uomo che ha inventato il talk show in Italia era stato ricoverato una settimana fa in una clinica romana per un piccolo intervento, “un problemino fastidioso, ma non grave”. Nulla faceva pensare a questa evoluzione drammatica: anche perché, con amici e colleghi, il giornalista aveva avuto contatti fino a giovedì, in qualche caso parlando anche di progetti di lavoro.

Hanno salutato il giornalista, fino a sera, tanti amici o semplici ammiratori. Alcuni distanti: da Vasco Rossi a Katherine Kelly Lang, Brooke di Beautiful. Intanto, a Roma, sfilava il mondo della politica e della cultura, oltre agli artisti da lui scoperti, come l’attore Valerio Mastandrea.

Giovanni Malagò ha ricordato pure la passione di Costanzo per la Roma: “Ci conoscevamo da non so quanti decenni. C’è stato un rapporto molto importante, devo dire che aveva un denominatore comune che era il calcio e, in particolare, la Roma. Ogni tanto, in passato, si erano fatti anche alcuni ragionamenti sul futuro, quando le cose dal punto di vista societario non erano chiare o tranquille. Era concreto e voleva provare a dare soluzioni ai problemi e questa è stata una costante della sua vita. Oltre che essere un anticipatore, era un innovatore. È stata una persona unica, ciao Maurizio”.

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